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Sensori e regolazione del sistema solare termico – come funzionano e quando sostituirli

Importanza dei sensori nella regolazione del sistema solare

I sensori di temperatura giocano un ruolo fondamentale nella corretta funzionalità di un impianto solare termico. Questi componenti, spesso sottovalutati, influenzano direttamente l'efficienza energetica dell'intero sistema, garantendo che il calore venga trasferito nel momento giusto e nel modo corretto.

  • I sensori monitorano in tempo reale le temperature dei collettori e del serbatoio.
  • Un sensore guasto può causare un malfunzionamento dell’intero sistema, anche se collettori e pompa sono perfettamente funzionanti.
  • I problemi spesso non derivano da componenti costosi, ma da sensori economici soggetti a guasti.
  • Una lettura errata può far credere al sistema che il serbatoio sia freddo o che i collettori non siano sufficientemente riscaldati.
  • Una calibrazione errata può causare sprechi energetici o surriscaldamento del serbatoio.

Come influenzano l'efficienza i sensori di temperatura?

I sensori di temperatura permettono al sistema solare di prendere decisioni in tempo reale, attivando o disattivando la pompa in base alla differenza di temperatura tra collettori e serbatoio. Se uno di essi fornisce informazioni errate, il sistema potrebbe non attivarsi quando necessario o rimanere in funzione inutilmente, compromettendo l'efficienza complessiva.

Quando è necessario sostituirli?

I sensori economici, pur essendo un elemento poco costoso, sono spesso la causa principale di malfunzionamenti. Un sensore guasto potrebbe segnalare una temperatura errata, portando a un funzionamento anomalo del sistema. È quindi fondamentale verificare regolarmente il corretto funzionamento e sostituirli in caso di lettura anomala.

Il regolatore differenziale e la sua importanza nel sistema solare termico

Difficoltà nella gestione automatica del flusso

Un sistema solare termico può perdere efficienza se la pompa non si attiva correttamente. Questo comporta una riduzione della quantità di calore trasferito o, al contrario, un utilizzo inutile dell’elettricità per far funzionare la pompa. La causa principale è una regolazione non precisa basata sulla differenza di temperatura.

Dipendenza dalla corretta misurazione della differenza di temperatura

Il regolatore differenziale funziona confrontando la temperatura del collettore con quella del serbatoio. La pompa entra in azione solo quando la temperatura del collettore è significativamente più alta (5–8 °C) rispetto alla parte inferiore del serbatoio. Inoltre, la pompa si spegne quando la differenza scende a 2–3 °C, per evitare sprechi energetici. Altri parametri, come la protezione da surriscaldamento (60–75 °C) e da congelamento (−5 a 0 °C), completano il controllo.

Garanzia di precisione e funzionamento ottimale

La corretta funzione del sistema dipende da due misurazioni precise: la temperatura del collettore e quella del serbatoio. Se uno dei sensori fornisce un dato errato, il regolatore non riesce a calcolare correttamente la differenza, compromettendo il funzionamento della pompa. Per evitare problemi, è essenziale utilizzare sensori di alta qualità e posizionarli correttamente.

COLLETTORE T1 = sensore SERBATOIO T2 = sensore (parte inferiore 1/3) REGOLATORE ΔT = T1 − T2 POMPA Regolazione differenziale – schema di collegamento

Come scegliere e posizionare i sensori di temperatura in un impianto solare

Quali sono i tipi principali di sensori utilizzati nei regolatori solari?

I regolatori solari più comuni si basano su due tecnologie principali per la misurazione della temperatura:

  • I termistori NTC sono dispositivi economici e disponibili facilmente, ma presentano una precisione limitata e sono soggetti a deriva nel tempo. Si adattano bene ai regolatori di base.
  • I sensori PT1000 sono realizzati in platino e garantiscono una relazione lineare tra temperatura e resistenza. Sono molto precisi, stabili nel tempo e adatti ai regolatori avanzati. A 0 °C la loro resistenza è esattamente di 1000 Ω, e raggiunge circa 1385 Ω a 100 °C.

Prima di acquistare un sensore, è fondamentale verificare le specifiche del regolatore. Sostituire un NTC con un PT1000 (o viceversa) può causare letture errate e compromettere il funzionamento del sistema.

Dove deve essere installato il sensore del collettore solare?

Per garantire una misura corretta, il sensore deve essere collocato nel punto del collettore dove la temperatura è più alta, generalmente vicino alla testata di uscita o sul tubo di uscita. Molti collettori piani dispongono di un foro dedicato con capsula di immersione, ideale per l’installazione.

Le condizioni estreme richiedono un sensore resistente al calore: in caso di stagnazione, le temperature possono superare i 180–200 °C nei collettori piani e persino di più nei tubolari. Un esempio adatto è Sensore per capsula – 180 °C; cavo 2m, progettato appositamente per tali condizioni e compatibile con le capsule in acciaio.

Qual è la posizione ideale per il sensore del serbatoio solare?

Il sensore del serbatoio deve essere installato nella parte inferiore del contenitore, preferibilmente all’altezza dello scambiatore o poco al di sotto. Solo in questa posizione il regolatore riceve una misura attendibile per attivare correttamente la regolazione differenziale.

Per facilitare l’installazione, si utilizza una capsula di immersione che permette di montare il sensore senza dover svuotare il serbatoio. Un modello adatto è ad esempio Sensore per capsula – cavo PVC 4m; 95 °C, che offre una lunghezza di cavo sufficiente per collegamenti convenienti al regolatore.

SERBATOIO scambiatore T2 sensore (parte inferiore 1/3) COLLETTORE piano a telaio T1 sensore (uscita collettore) Unità pompa Schema posizionamento sensori T1 e T2

Un esempio pratico per comprendere l’importanza del cablaggio dei sensori

Immaginiamo di dover installare un sensore su un tubo solare montato sul tetto. Questo tipo di installazione espone il cavo a condizioni estreme: in inverno le temperature possono scendere a −20 °C, mentre in estate possono salire fino a +80 °C. Inoltre, il cavo del sensore è in contatto con il fluido termovettore e deve resistere a queste variazioni termiche. Per evitare problemi, una soluzione efficace è l’uso di un tubo in acciaio inox con doppio isolamento e cavo integrato, come ad esempio Tubo in acciaio inox con isolamento in gomma doppio con cavo – 2x pr. 16; 10m.

Raccomandazioni per un cablaggio corretto

I sensori utilizzano segnali analogici e a bassa tensione, quindi sono sensibili alle interferenze elettromagnetiche e a una resistenza elettrica elevata causata da contatti ossidati o fissaggi deboli. Per garantire una comunicazione precisa con il regolatore, seguire queste linee guida:

  1. Separare i cavi dei sensori da quelli di alimentazione (ad esempio 230 V o quelli della pompa). Se non è possibile, mantenere una distanza minima di 10 cm o utilizzare un cavo schermato.
  2. La lunghezza del cavo dipende dalla sua sezione. Per i sensori PT1000 con sezione 0,5 mm², si può arrivare a 50 m senza errori significativi. Per i sensori NTC, invece, si consiglia un massimo di 30 m con la stessa sezione.
  3. Qualsiasi prolunga deve essere realizzata con giunzioni saldate o pressate, mai semplicemente intrecciate. I contatti non ottimali aumentano la resistenza e alterano la lettura della temperatura.

Scelta del regolatore per il sistema solare – criteri di selezione

Criteri essenziali per una scelta efficace

La scelta del regolatore per un sistema solare dipende da criteri fondamentali come il numero di circuiti, la complessità del sistema e le funzioni richieste. I regolatori base utilizzano una logica di regolazione differenziale, che confronta le temperature T1 (collettore) e T2 (serbatoio) e attiva o disattiva la pompa in base alla differenza di temperatura (ΔT). Sono adatti a impianti semplici e poco costosi.

Funzioni avanzate per sistemi integrati

Per installazioni più complesse, si consiglia di scegliere regolatori dotati di:

  • Ingressi multipli per sensori di temperatura (collettore, serbatoio principale, riserva o piscina)
  • Controllo del flusso tramite segnale PWM per una regolazione precisa
  • Funzione di prevenzione legionella con riscaldamento periodico del serbatoio
  • Modalità di raffreddamento notturno in caso di sovratemperatura
  • Monitoraggio dell’energia e della potenza prodotta
  • Comunicazione su bus per l’integrazione con impianti smart home

Un esempio pratico di soluzione integrata è l’unità IVAR.SOLAR K con regolazione IVAR.SOLAR IMTDC, che unisce in un unico modulo pompa, regolatore, misuratore di flusso e display. Per evitare malfunzionamenti, è essenziale verificare la corretta funzionalità dei sensori, poiché un sensore guasto può ridurre drasticamente l’efficienza del sistema.

Effetto di un sensore guasto sul ΔT rilevato 0 °C 20 40 60 80 T1 reale T1 errato T2 serbatoio Zona: ΔT reale > 6°C → pompa in funzione Sensore driftante (giallo) mostra una temperatura inferiore → ΔT è minore → la pompa non parte in tempo

Identificazione del malfunzionamento del sensore: sintomi e test

Per capire se un sensore sta funzionando correttamente, è possibile osservare alcuni sintomi comuni. La buona notizia è che, anche senza essere esperti, è possibile effettuare alcuni controlli iniziali per individuare il problema. Con un multimetro e una comprensione di base del funzionamento del sensore, si può capire se è necessario sostituirlo.

Principali indicatori di un sensore non funzionante

Quando un sensore non funziona correttamente, il sistema termico non riesce a regolare correttamente la temperatura, causando malfunzionamenti evidenti. Questi sintomi possono riguardare l’assenza di avvio della pompa, il suo funzionamento continuo senza riscaldamento effettivo, oppure la visualizzazione di temperature anomale. Tutti questi comportamenti indicano un’anomalia nel sensore o nei collegamenti.

Test del sensore con un multimetro

Per verificare l’integrità del sensore, è possibile utilizzare un multimetro. Procedi in questo modo:

  • Stacca il cavo del sensore dal regolatore.
  • Misura la resistenza ai terminali del sensore a una temperatura ambiente di 20–25 °C.

I valori attesi sono:

  • PT1000: a 20 °C, la resistenza è circa 1078 Ω; a 25 °C, è circa 1097 Ω. Se il multimetro segnala "OL" (circuito aperto) o 0 Ω (corto circuito), il sensore è fuori servizio.
  • NTC 10kΩ: a 25 °C, la resistenza è intorno a 10 000 Ω; a 60 °C, si riduce a 2 500–3 000 Ω. I valori esatti possono variare in base al modello; confronta con le informazioni presenti nel manuale del regolatore.

Per verificare anche il cavo, mantieni il sensore collegato e effettua la misurazione ai terminali del regolatore. Se i valori differiscono da quelli misurati direttamente sul sensore, il problema potrebbe risiedere nel cavo o nei contatti.

Diagnostica del sensore – procedura passo dopo passo 1. Qual è la temperatura sul display? Confronta con le condizioni reali 2. Stacca il cavo dal regolatore Attenzione alla sicurezza – spegni il sistema 3. Misura la resistenza del sensore Multimetro – Ω, a temperatura ambiente Valore OK? SÌ → controlla il cavo e i collegamenti nella morsettiera NO → sensore guasto Sostituisci con un tipo identico PT1000: ~1078 Ω a 20°C | NTC 10k: ~10 000 Ω a 25°C

Sintomi riconoscibili e possibili cause

Ecco alcuni esempi di comportamenti anomali e le loro possibili spiegazioni:

1. La pompa non si avvia nemmeno in un giorno soleggiato

Se il regolatore mostra una temperatura del collettore di 25–30 °C, pur in condizioni di sole estivo, è probabile che il sensore non stia rilevando correttamente la temperatura. In questo caso, potrebbe esserci un circuito aperto o un corto circuito.

2. La pompa funziona ininterrottamente, ma il serbatoio non si surriscalda

Quando il sensore del serbatoio mostra una temperatura costantemente bassa (es. 20 °C), anche se il serbatoio è in realtà a 65 °C, il sistema pensa che il serbatoio sia freddo e mantiene la pompa in funzione. Questo impedisce un riscaldamento ulteriore.

3. Valori estremi di temperatura sul display

Se il display mostra temperature estreme (ad esempio −40 °C o +250 °C) o valori che oscillano improvvisamente di decine di gradi, è un chiaro segnale di un malfunzionamento nel cavo, in un corto circuito o in un contatto non stabile.

Quali segnali indicano che è necessaria una sostituzione?

La sostituzione del sensore di temperatura può diventare inevitabile in diversi scenari specifici. Di seguito, un elenco dei casi più comuni in cui si rende necessario intervenire:

  • Esposizione ripetuta a stagnazione estiva senza protezione
  • Degrado della guaina esterna, arrugginita o crepata
  • Differenze sistematiche di misurazione superiori a 3–5 °C
  • Contatti danneggiati a causa di inzuppi o condensa
  • Segnalazione di errore da parte del regolatore (E1, E2, Err sensor)

Come riconoscere i danni causati dalla stagnazione?

Se il sensore ha subito stagnazione estiva, è probabile che presenti deformazioni visibili nel cavo o nella guaina. L'assenza di circolazione a temperature elevate può causare danni irreversibili. È fondamentale ispezionare il sensore per verificare la sua integrità meccanica prima di procedere alla sostituzione.

Come verificare lo stato della guaina esterna?

La guaina in gomma o in PVC serve a proteggere il sensore da agenti esterni. Se risulta fragile, crepata o arrugginita, è un chiaro segnale di usura. In questi casi, il sensore non garantisce una misurazione precisa e richiede un intervento.

Come valutare la precisione della misurazione?

Un buon sensore deve fornire dati affidabili. Se i valori rilevati si discostano sistematicamente di più di 3–5 °C rispetto a un termometro esterno, è necessario procedere con l'acquisto di un sensore nuovo dello stesso tipo (PT1000 o NTC 10k), mantenendo le stesse caratteristiche elettriche.

Quali sono i segnali di un errore del regolatore?

Se il regolatore segnala un errore relativo al sensore, è importante verificare che l'errore non derivi da un malfunzionamento del dispositivo di controllo. In tal caso, potrebbe essere necessario considerare la sostituzione dell'intero regolatore.

Analisi di situazioni reali: problemi comuni e soluzioni pratiche

Regolatore che arresta la pompa prematuramente a causa di un sensore malfunzionante

Un utente aveva notato che il sistema solare funzionava solo al mattino e si interrompeva dopo pranzo, nonostante l’irraggiamento solare fosse sufficiente. L’indagine ha rivelato che il sensore del serbatoio era posizionato nella parte alta, a circa 60 cm dal fondo. Durante la giornata si era creata una stratificazione termica: la parte alta raggiungeva i 65 °C, mentre il fondo era ancora a 35 °C. Il sensore, posizionato in alto, registrava la temperatura elevata e faceva credere al regolatore che il serbatoio fosse già saturo. La soluzione consisteva nel riposizionare il sensore nella parte inferiore del serbatoio. Da allora, il sistema ha potuto funzionare correttamente per tutta la giornata.

Pompa in funzione inutilmente durante la notte

Un cliente segnalava che la pompa girava ininterrottamente anche di notte, nonostante il serbatoio fosse freddo (28 °C) e i collettori non ricevessero irraggiamento. L’indagine ha evidenziato un corto circuito nel cavo del sensore del collettore. L’umidità nella scatola di derivazione aveva ridotto la resistenza del sensore, facendo credere al regolatore che i collettori fossero a 45 °C. La pompa, quindi, continuava a funzionare inutilmente, raffreddando il serbatoio e aumentando il consumo elettrico. La sostituzione del cavo e la protezione della connessione hanno risolto il problema.

Riduzione della potenza del sistema causata da un sensore invecchiato

Durante un controllo annuale si è osservato che il sistema forniva circa il 25 % in meno di energia rispetto agli anni precedenti. I collettori e la pompa sembravano funzionare correttamente, ma il sensore segnalava una temperatura inferiore a quella reale (72 °C invece di 80 °C). L’invecchiamento del termistore NTC aveva causato una deriva che alterava la lettura. Questo ha portato il regolatore a spegnere la pompa prematuramente. La sostituzione del sensore ha ripristinato le prestazioni originali del sistema.

Come sostituire correttamente un sensore: risposte alle domande più comuni

Come prepararsi in sicurezza prima dell’intervento?

Prima di iniziare qualsiasi lavoro, è essenziale disconnettere il sistema elettrico per evitare rischi. Questo passo è fondamentale quando si interviene sul regolatore o sui cavi elettrici del sensore.

Quali precauzioni adottare in base alla stagione?

Evitare di rimuovere il sensore del collettore durante le giornate estive calde con sistema fermo: in queste condizioni la temperatura del collettore può raggiungere i 150–180 °C. Per motivi di sicurezza, è preferibile lavorare al mattino o in giornate nuvolose.

Come procedere con l’estrazione e l’inserimento del sensore?

Estrarre con attenzione il cavo vecchio, segnando la posizione in cui era fissato per facilitare l’installazione del nuovo. Inserire il sensore nuovo fino in fondo, in modo che entri a contatto completo con la sonda, per una misurazione precisa. Fissare la sonda a seconda della sua struttura (filettata o non). Inoltre, fissare il cavo ogni 30–50 cm per evitare che penda o si danneggi.

Come collegare correttamente il nuovo sensore?

Seguire lo schema del manuale per il collegamento del cavo nella scatola del regolatore. In molti casi, i regolatori non richiedono una specifica polarità, ma è sempre bene verificare nella documentazione. Dopo l’attivazione, controllare le temperature visualizzate sul display: devono corrispondere alle condizioni reali.

Cosa fare in caso di serbatoio senza foro di scarico (secco)?

Se il serbatoio non è dotato di foro di scarico (in configurazione asciutta), sarà necessario svuotare parzialmente il serbatoio fino al livello della sonda prima di rimuovere il sensore. I serbatoi moderni per impianti solari sono generalmente progettati con questa configurazione asciutta.

Applicazione pratica in sistemi complessi

In un impianto complesso come un impianto integrato solare, pompa di calore e caldaia, o in una configurazione con due serbatoi e una piscina, è necessario disporre di un numero maggiore di sensori per garantire una regolazione precisa. Il regolatore, in questi casi, è in grado di gestire fino a 6 sensori contemporaneamente, ciascuno con una funzione specifica.

  1. T1: misura la temperatura dell'acqua in uscita dal collettore;
  2. T2: rileva la temperatura nella parte bassa del serbatoio primario;
  3. T3: monitora la temperatura del serbatoio secondario o della piscina;
  4. T4: consente di misurare la temperatura dell'acqua all'ingresso del serbatoio;
  5. T5: fornisce informazioni sulla temperatura esterna, essenziali per l'attivazione del raffreddamento notturno;
  6. Sensore di portata: utilizzato per calcolare la potenza termica effettiva.

Per il corretto funzionamento, è fondamentale che tutti i sensori siano compatibili con il regolatore, o che quest'ultimo supporti sensori di diversi tipi. L'aumento del numero di componenti rende più complessa la diagnostica: un'anomalia in uno dei sensori potrebbe alterare il comportamento dell'intero impianto. Per questo motivo, la verifica periodica dei valori rilevati da ciascun sensore rientra tra le operazioni obbligatorie dell’ispezione annuale. Per ulteriori informazioni sull’approccio corretto a questa attività, si consiglia di leggere l'articolo Manutenzione e assistenza tecnica del sistema solare – cosa controllare ogni anno.

Nel progettare un sistema dallo zero, è utile disporre di informazioni precise sui criteri di scelta dei componenti. Per ulteriori dettagli, visitare anche Dimensionamento del tubo solare e unità pompa – come procedere e Installazione del sistema solare passo dopo passo – dal collettore al serbatoio. Per una comparazione utile fra i tipi di collettori, consultare Collettore solare piano vs. a tubi – confronto dei tipi per le condizioni slovacche, ad esempio il Collettore solare piano IVAR.SOLAR 210 M5 è ideale per un regolatore dotato di sonda integrata sull'attacco.

Controllo dell’affidabilità dei dispositivi di misurazione

Per garantire l’esattezza delle misure effettuate dal sensore, è possibile eseguire un test semplice e affidabile seguendo pochi passaggi chiari:

  • Utilizzare un recipiente con acqua e un termometro di riferimento, ad esempio uno strumento digitale da cucina con una tolleranza massima di ±0,5 °C.
  • Posizionare il sensore e il termometro in punti identici all’interno del contenitore.
  • Aumentare gradualmente la temperatura dell’acqua fino a raggiungere 30, 50 e 70 °C; a ogni livello, confrontare il valore letto con il regolatore e il valore reale.
  • Se la differenza tra i valori è inferiore a ±2 °C, il sensore funziona correttamente. Deviazioni comprese tra 3 e 5 °C indicano un certo invecchiamento; quelle superiori a 5 °C richiedono l’installazione di un sensore nuovo.

Alcuni dispositivi consentono una correzione manuale (offset) per compensare leggermente l’errore, ad esempio aggiungendo +3 °C. Questo intervento è comunque limitato, in quanto non tiene conto del decadimento non lineare del sensore nel tempo. Per risultati duraturi, la sostituzione è la scelta più sicura e consigliabile.

Risposte a dubbi comuni sui sensori di temperatura

I sensori di temperatura, come i PT1000 o gli NTC, sono dispositivi fondamentali per il corretto funzionamento dei regolatori in impianti termici e solari. È importante installarli e utilizzarli nel modo corretto, seguendo le specifiche del produttore, per garantire precisione e durata nel tempo. Ecco le risposte a domande frequenti, con esempi pratici per chiarire i concetti.

Importanza del tipo di sensore corretto

Utilizzare il sensore sbagliato può causare letture errate e malfunzionamenti. Ad esempio, se un sensore PT1000 viene collegato a un ingresso destinato a un NTC, il regolatore interpretarebbe erroneamente i dati. Questo può portare a decisioni di controllo non corrette, come l’assenza di avvio della pompa.

Estensione dei cavi: quando e come è possibile

Se il cavo del sensore è troppo corto, è possibile allungarlo, ma con alcune precauzioni. Il cavo deve avere una sezione minima di 0,5 mm², con giunzioni robuste e protette dall’umidità. È importante evitare di passare vicino a cavi di alimentazione per ridurre le interferenze. Inoltre, un cavo più lungo aggiunge resistenza, che può influenzare la precisione della misura.

Interpretazione degli errori del sensore

I codici di errore, come E1 o Err Sensor, indicano in genere un problema con la resistenza del sensore. Questo può essere dovuto a un corto circuito o a un circuito interrotto. Per verificare, è possibile scollegare il sensore e utilizzare un multimetro per misurare la resistenza. Se i valori non sono corretti, il problema è nel sensore stesso e va sostituito.

Durata e sostituzione preventiva dei sensori

I sensori utilizzati in impianti solari sono progettati per resistere a condizioni estreme, come la stagnazione. Tuttavia, dopo anni di utilizzo, l’isolamento del cavo e la precisione del sensore possono degradare. Si consiglia di sostituire preventivamente il sensore del collettore dopo 10–15 anni, anche se funziona correttamente. Il sensore del serbatoio, invece, può resistere fino a 20 anni.

Scelta della lunghezza ottimale del cavo

In termini tecnici, un cavo corto è preferibile per minimizzare la resistenza e le interferenze. Il cavo deve essere lungo solo quanto necessario per garantire un posizionamento ottimale. Non è consigliabile arrotolare in eccesso il cavo, poiché potrebbe causare rumore di misurazione. In caso di eccesso, si può creare un loop lungo il tubo o tagliare il cavo e utilizzare una morsettiera di buona qualità.

Sensori wireless: vantaggi e limiti

Negli impianti solari domestici, l’utilizzo di sensori wireless non è raccomandato. Questi dispositivi richiedono batterie o alimentazione esterna, sono sensibili alle interferenze e possono incontrare problemi di segnale in ambienti metallici come i tetti. Per questo motivo, si preferisce l’utilizzo di sensori cablati, come i PT1000 o gli NTC. Le tecnologie wireless sono più adatte a sistemi industriali di monitoraggio.

Per ulteriori chiarimenti o per ottenere informazioni su sensori specifici, come ad esempio il Sensore di temperatura per pozzo – 180 °C; cavo 2m, è possibile consultare la documentazione tecnica del prodotto.

Un ruolo piccolo, ma cruciale per il funzionamento

  • I sensori di temperatura sono componenti economiche ma essenziali.
  • Senza misurazioni precise, il regolatore non funziona correttamente.
  • Una manutenzione annuale garantisce il massimo rendimento del sistema.
  • In caso di malfunzionamento, la sostituzione tempestiva è fondamentale.

Perché i sensori di temperatura sono così importanti?

I sensori di temperatura svolgono un ruolo chiave nel sistema solare. Essi forniscono i dati necessari al regolatore per attivare e gestire correttamente pompaggio, accumulo e distribuzione dell’energia. Senza una lettura precisa delle temperature del collettore e del serbatoio, il sistema potrebbe funzionare in modo inefficiente o addirittura non operare affatto.

Come garantire la massima efficienza nel tempo?

Un controllo regolare dei sensori – consigliabile almeno una volta l’anno – permette di verificare la correttezza dei valori rilevati. Qualsiasi segnale di malfunzionamento deve essere affrontato prontamente con una sostituzione. Questo intervento semplice e poco costoso permette di mantenere il sistema al top delle sue prestazioni per tutta la sua vita utile.

Non sa quale sensore installare?

Se non è sicuro del modello o del tipo di sensore richiesto dal Suo regolatore, visiti la sezione sistemi solari per consultare i prodotti disponibili e trovare l’accessorio più adatto alle Sue esigenze.

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