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Quale potenza del circolatore ho bisogno – calcolo in base alla superficie e al sistema

Qual è la potenza del circolatore che necessita – calcolo in base alla superficie e al sistema

Una delle domande più frequenti che affrontiamo nella scelta del circolatore è semplice, ma allo stesso tempo insidiosa: che dimensione di pompa ha realmente bisogno? Molti clienti pensano che una pompa più potente sia sempre meglio. In realtà, non è così. Una pompa sovradimensionata aumenta inutilmente il consumo di energia elettrica, il rumore del sistema e l’usura degli impianti. Al contrario, una pompa sottodimensionata non riesce a superare le resistenze del tubo e il riscaldamento non funziona correttamente – i radiatori lontani sono freddi, la caldaia cicla e l’intero sistema è inefficiente.

In questo articolo Le mostreremo passo dopo passo come calcolare correttamente la potenza necessaria del circolatore per il Suo impianto di riscaldamento specifico. Lavoriamo con numeri reali, esempi pratici e spieghiamo anche cosa si nasconde effettivamente dietro a ciascun parametro. Se non ha ancora letto l’articolo Che significato hanno i numeri nel nome del circolatore IBO – come leggere le designazioni tecniche dei modelli, Le consigliamo di iniziare da lì – comprendere la designazione del circolatore Le aiuterà a orientarsi meglio in ciò che cerca.

Due parametri chiave: portata e altezza manometrica

Ogni circolatore è definito da due parametri fondamentali che si influenzano a vicenda: portata (Q) e altezza manometrica, ovvero pressione (H). La portata indica quanta acqua la pompa sposta in un'unità di tempo – si misura in metri cubi all’ora (m³/h) o in litri al minuto (l/min). L’altezza manometrica indica quale resistenza idraulica la pompa è in grado di superare – si misura in metri di colonna d’acqua (m c.a.) o in kilopascal (kPa).

Questi due parametri non sono indipendenti l’uno dall’altro. La pompa funziona in base a una cosiddetta curva caratteristica della pompa – la curva Q-H, che mostra che con un aumento della portata diminuisce l’altezza manometrica e viceversa. La scelta corretta della pompa significa trovare una pompa il cui punto di lavoro (combinazione di portata e pressione che il Suo sistema richiede realmente) si trova nella parte ottimale di questa curva – né troppo a destra (bassa pressione) né troppo a sinistra (bassa portata, rumore, cavitazione).

Caratteristica Q-H della pompa – punto di lavoro Portata Q (m³/h) Pressione H (m c.a.) Curva Q-H Sistema Punto di lavoro

Passo 1: Calcolo della potenza termica – quanto energia richiede il sistema

Il primo passo è determinare quale potenza termica il Suo impianto di riscaldamento deve coprire. Questo numero è la base di tutto il calcolo. Per una stima grossolana si applica in pratica la seguente regola per gli edifici residenziali con buona isolazione termica:

  • Edifici nuovi (a basso consumo energetico): 40–60 W per m² di superficie a pavimento
  • Edifici vecchi rinnovati: 70–90 W per m² di superficie a pavimento
  • Edifici vecchi non isolati, mattoni senza isolamento: 100–130 W per m² di superficie a pavimento
  • Edifici storici, capanne senza isolamento: fino a 150 W per m² e più

Esempio: ha una casa familiare con una superficie a pavimento di 120 m², buona isolazione, ma non è un edificio nuovo. Calcoliamo con 80 W/m²: 120 × 80 = 9 600 W = 9,6 kW. Questa è la potenza termica che il Suo sistema deve fornire all’ambiente nel giorno più freddo. La potenza reale della caldaia si sceglie con una leggera riserva – ad esempio 11–12 kW. Caldaia e pompa non si possono confondere – la caldaia determina quanta energia produrre, la pompa determina quanto efficacemente trasportarla nell’ambiente.

Passo 2: Calcolo della portata necessaria della pompa

Una volta conosciuta la potenza termica del sistema, si può calcolare la portata necessaria dell’acqua nel circuito. Si utilizza la formula di base della potenza termica:

Q = P / (c × ρ × ΔT)

dove:

  • P = potenza termica [W]
  • c = capacità termica specifica dell’acqua = 4 186 J/(kg·K), arrotondata a 4 200
  • ρ = densità dell’acqua ≈ 1 000 kg/m³ (per acqua pura), oppure 970 kg/m³ per acqua più calda
  • ΔT = differenza di temperatura – differenza tra la temperatura dell’acqua di mandata e di ritorno [K o °C]

Nella pratica si utilizza una formula semplificata in unità comuni:

Q [m³/h] = P [kW] / (1,163 × ΔT [K])

La costante 1,163 è derivata dalle proprietà fisiche dell’acqua. La differenza di temperatura ΔT dipende dal tipo di sistema:

  • Riscaldamento a pavimento a bassa temperatura: ΔT = 5–10 K (temperatura di mandata 35–45°C, di ritorno 30–35°C)
  • Riscaldamento a radiatori (sistema nuovo): ΔT = 10–15 K (temperatura di mandata 60–75°C, di ritorno 50–60°C)
  • Riscaldamento a radiatori (sistema vecchio): ΔT = 20 K (temperatura di mandata 80°C, di ritorno 60°C)

Esempio 1 – riscaldamento a pavimento: P = 9,6 kW, ΔT = 8 K
Q = 9,6 / (1,163 × 8) = 9,6 / 9,304 = 1,03 m³/h

Esempio 2 – radiatori, sistema moderno: P = 9,6 kW, ΔT = 15 K
Q = 9,6 / (1,163 × 15) = 9,6 / 17,445 = 0,55 m³/h

Esempio 3 – sistema vecchio a radiatori: P = 9,6 kW, ΔT = 20 K
Q = 9,6 / (1,163 × 20) = 9,6 / 23,26 = 0,41 m³/h

Vede che il tipo di sistema influisce in modo decisivo sulla portata necessaria. Il riscaldamento a pavimento richiede una portata molto maggiore rispetto a quello a radiatori, perché funziona con una piccola differenza di temperatura.

Portata necessaria in base al sistema (P = 9,6 kW) 1,03 m³/h Riscaldamento a pavimento 0,55 m³/h Radiatori (nuovi, ΔT 15K) 0,41 m³/h Radiatori (vecchi, ΔT 20K)

Passo 3: Calcolo dell'altezza manometrica – resistenze idrauliche del sistema

L'altezza manometrica rappresenta la resistenza idraulica totale che la pompa deve superare affinché l'acqua circoli nel circuito. A differenza delle pompe per pozzi o serbatoi, non si tratta di un'altezza geometrica – il circuito di riscaldamento è chiuso e gli effetti gravitazionali si annullano reciprocamente. L'altezza manometrica dipende quindi esclusivamente dall'attrito nei tubi, nei raccordi, nei valvole, nei filtri e in altri componenti.

Il calcolo preciso delle resistenze idrauliche è compito del progetto, ma per la scelta pratica della pompa esiste una procedura consolidata:

H [m] = R × L × Z

dove:

  • R = perdita di pressione specifica del tubo [Pa/m o mbar/m], valore raccomandato per un sistema correttamente progettato: 100–200 Pa/m (0,1–0,2 mbar/m)
  • L = lunghezza del circuito più lungo (tubo di mandata + tubo di ritorno) [m]
  • Z = coefficiente delle perdite locali (raccordi, valvole, filtri) – tipicamente 1,3 a 2,0

Il risultato in Pa lo convertiamo in metri di colonna d'acqua dividendo per 9 807 (o più semplicemente: 1 m c.a. = 9 807 Pa ≈ 9,81 kPa, quindi 100 Pa ≈ 0,0102 m c.a.).

Esempio pratico di calcolo:
Casa familiare, il circuito più lungo misura 40 m (20 m di tubo di mandata + 20 m di tubo di ritorno). Perdita specifica R = 150 Pa/m, coefficiente delle perdite locali Z = 1,5.

H = 150 Pa/m × 40 m × 1,5 = 9 000 Pa = 9 kPa = 0,92 m c.a.

Un sistema simile potrebbe funzionare anche con una pompa con altezza manometrica di 2–3 m, che è un valore comune per piccole pompe circolatrici. Per le case familiari in genere si può affermare che l'altezza manometrica richiesta si colloca nell'intervallo 2–6 m c.a., mentre per una casa familiare normale basta 4 m c.a.

Dove l'altezza manometrica è più alta?

  • Circuiti lunghi di riscaldamento a pavimento (decine di metri di tubi)
  • Sistemi con valvole termostatiche su tutti i radiatori (al blocco della valvola aumenta la resistenza)
  • Tubi vecchi con restringimenti, calcare o corrosione
  • Sistemi con diversi circuiti e regolazione zonale
  • Collegamento di un collettore solare termico o di un bollitore per acqua calda sanitaria tramite scambiatore

Tabella orientativa per la scelta in base alla superficie dell'edificio

Per una rapida orientazione forniamo una tabella pratica che combina la potenza termica e il tipo di sistema. Si tratta di una stima grossolana per case familiari tipiche in condizioni climatiche centrali europee.

Superficie dell'edificio Potenza termica (nuova costruzione isolata) Portata richiesta (radiatori ΔT=15K) Portata richiesta (pavimento ΔT=8K) Pompa consigliata
Fino a 80 m² 4–5 kW 0,23–0,29 m³/h 0,43–0,54 m³/h 15-40 o 25/40
80–120 m² 5–8 kW 0,29–0,46 m³/h 0,54–0,86 m³/h 25/40 o 25/60
120–180 m² 8–12 kW 0,46–0,69 m³/h 0,86–1,29 m³/h 25/60 o 32/60
180–250 m² 12–18 kW 0,69–1,03 m³/h 1,29–1,95 m³/h 32/60 o 40/60
Oltre i 250 m² 18 kW e più oltre 1,0 m³/h oltre 2,0 m³/h Progetto, pompa più grande

Nota: Per edifici non isolati o vecchi utilizzare la potenza termica in base alla perdita reale (vedi passo 1) – può essere 1,5–2× superiore a quanto indicato nella tabella.

Modelli specifici IBO e il loro utilizzo nella pratica

La serie IBO OHI appartiene alle pompe circolatrici affidabili e convenienti per case familiari. Esaminiamo cinque modelli specifici:

IBO OHI 15-60/130 – modello con collegamento G1 (equivalente 15 mm), altezza manometrica massima 6 m c.a., portata massima 1,8 m³/h, lunghezza 130 mm. Questo modello è adatto per piccole case familiari fino a 80 m² con sistema di riscaldamento a radiatori vecchio, dove la resistenza idraulica nei tubi è elevata e si richiede un'alta altezza manometrica con una portata relativamente bassa. Nella pratica lo utilizziamo ad esempio in ristrutturazioni di vecchi appartamenti con distribuzione in ghisa, dove i circuiti sono lunghi e l'attrito è elevato.

IBO OHI 25/40-130 – modello con collegamento DN 25 (1"), altezza manometrica massima 4 m c.a., portata fino a 3,5 m³/h, lunghezza 130 mm. Ideale per sistemi moderni a basse temperature con riscaldamento a pavimento fino a 120 m², dove si richiede una maggiore portata e una minore pressione. Adatto anche per nuove costruzioni con caldaia a condensazione, dove il salto termico non supera i 10 K e quindi la portata è maggiore.

IBO OHI 25/40-180 – identici parametri idraulici del modello precedente (DN 25, 4 m, portata 3,5 m³/h), ma con corpo più lungo 180 mm. La versione più lunga è adatta per installazioni dove le caldaie o i collettori di distribuzione sono progettati per un maggiore passo tra le giunzioni, o dove è necessario rispettare la profondità di installazione. Nella pratica ci si imbatte spesso nel caso in cui il cliente sostituisce un vecchio Grundfos 25-40, che aveva una lunghezza di 180 mm – e questo modello è la sostituzione ideale.

IBO OHI 25/60-130 – collegamento DN 25, altezza manometrica massima 6 m c.a., portata 3,5 m³/h, lunghezza 130 mm. Questo è un modello universale per case familiari da 100 a 180 m², dove si desidera disporre di una riserva anche in caso di resistenza elevata. Lo utilizziamo per sistemi combinati (parte a pavimento, parte a radiatori) o per sistemi multi-circuito con collettori. È uno dei modelli più venduti in questa serie e nella stragrande maggioranza delle case familiari copre le reali esigenze con una riserva sufficiente.

IBO OHI 25/60-180 – identici parametri (DN 25, 6 m, 3,5 m³/h), ma con corpo lungo 180 mm. Poiché molte caldaie – in particolare quelle più vecchie o più grandi a gas – hanno un passo interno tra le giunzioni di 180 mm, questo modello è una sostituzione diretta senza la necessità di modificare le ramificazioni tubulari. Se si ristruttura la stanza caldaia e si sostituisce la pompa, misurare sempre la distanza tra i centri delle giunzioni – proprio per questo motivo esistono entrambe le varianti.

Schema per la scelta della pompa – procedura decisionale Determinare la potenza termica P Determinare il tipo di sistema e ΔT Calcolare Q e H Q fino a 1 m³/h → 25/40 Q superiore a 1 m³/h → 25/60 o maggiore

Specifiche del riscaldamento a pavimento – perché serve una pompa diversa rispetto ai radiatori

Il riscaldamento a pavimento è, dal punto di vista della pompa, il sistema più impegnativo, non tanto perché le pressioni siano elevate, ma perché il flusso è significativamente maggiore rispetto ai radiatori. La ragione è il piccolo salto termico – l'acqua esce dal generatore a una temperatura di soli 35–45°C e ritorna a 30–35°C. La differenza è solo 5–10°C, quindi ΔT = 5–10 K. Poiché la capacità termica dell'acqua è costante, dobbiamo "trasferire" attraverso il circuito molto più litri, per trasferire la stessa quantità di energia termica rispetto a un sistema a radiatori con ΔT = 20 K.

In pratica: con una potenza di 10 kW e ΔT = 8 K, abbiamo bisogno di un flusso di 1,07 m³/h. Con la stessa potenza e un sistema a radiatori con ΔT = 20 K, basta un flusso di 0,43 m³/h. Questa è una differenza di 2,5 volte! La pompa per il riscaldamento a pavimento deve quindi avere un flusso maggiore.

Un altro fattore nel riscaldamento a pavimento è la frammentazione del sistema. La maggior parte delle case unifamiliari ha diversi circuiti di riscaldamento a pavimento collegati al collettore (manifold). Ogni circuito ha una diversa resistenza idraulica – uno va in bagno (30 m di tubo), un altro in soggiorno (80 m di tubo). Le teste termostatiche sul collettore aprono e chiudono i singoli circuiti in base alle esigenze. Questo comporta che la pompa lavora con una resistenza variabile – se si chiudono la maggior parte dei circuiti, la resistenza aumenta e la pompa senza regolazione automatica inizia a sovraccaricare il resto del circuito o a funzionare rumorosamente. Per questo motivo, nel riscaldamento a pavimento si preferiscono pompe con regolazione della velocità o con pressione costante.

Nella scelta della pompa per il riscaldamento a pavimento non basta sapere solo il flusso e la pressione – è necessario considerare anche il tipo di regolazione. I modelli IBO OHI hanno diversi livelli di velocità (tipicamente 3 livelli), che permettono un'adattamento di base. Per una regolazione più sofisticata sono disponibili le versioni regolate elettronicamente.

Sistemi multizonali e regolazione per zone

Nelle case moderne si incontrano sempre più spesso sistemi in cui un unico generatore alimenta diversi circuiti con esigenze diverse: riscaldamento a pavimento al piano terra, radiatori al piano superiore, accumulatore solare per l'acqua calda sanitaria e, eventualmente, anche un camino con scambiatore di calore. Per ogni circuito è generalmente necessaria una pompa circolatrice separata, perché ciascuno ha esigenze termiche e di pressione diverse.

L'eccezione sono i sistemi con circuito primario e secondario (cosiddetta deviazione idraulica o mescolatore). Qui la pompa primaria fa circolare l'acqua tra il generatore e la deviazione, ogni circuito secondario ha la propria pompa. L vantaggio è che ogni pompa è progettata esattamente per la sua branca, senza influenzarsi a vicenda.

In tali situazioni è comune che in una sola stanza calda funzionino in parallelo diverse pompe IBO – ad esempio IBO OHI 25/60-130 per il circuito principale del riscaldamento a pavimento al piano terra e IBO OHI 25/40-130 per il circuito dei radiatori al piano superiore. Ogni pompa è impostata su un diverso livello di velocità e dimensionata in base alla sua branca. Una soluzione di questo tipo è non solo più efficiente, ma anche più affidabile – il guasto di una pompa non blocca l'intero sistema.

Sistema multizonale – schema di collegamento delle pompe Caldaia Deviatore P1 Riscaldamento a pavimento P2 Radiatori piano superiore P3 Serbatoio ACS P4 P1 = primario, P2/P3/P4 = circuiti secondari

Cos'è il livello di velocità della pompa e come impostarlo

La maggior parte delle pompe circolatrici della serie IBO OHI ha tre livelli di velocità (I, II, III). Ogni livello corrisponde a una diversa combinazione di flusso e di altezza manometrica – la pompa funziona sulla relativa curva Q-H. Il livello I è la potenza minima, il livello III è la potenza massima.

Gli inesperti in questa area commettono un errore tipico: impostano sempre la pompa al livello massimo III con la motivazione "che funzioni al massimo". Risultato? Maggior consumo energetico (la pompa funziona 24 ore al giorno, 7 mesi di stagione di riscaldamento – la differenza tra il livello I e III può essere di decine di euro all'anno), maggiore rumorosità (scorrimento dell'acqua attraverso valvole e raccordi) e, a volte, un riscaldamento peggio, perché l'acqua passa troppo velocemente attraverso i radiatori e non riesce a cedere il calore in modo efficace.

Procedura corretta di impostazione: avviare il sistema al livello II, controllare se tutti i radiatori sono caldi in modo uniforme e la caldaia funziona stabilmente. Se il riscaldamento funziona senza problemi, provare il livello I. Il livello III utilizzatelo solo se, al livello II, i radiatori più lontani o più in alto non sono sufficientemente caldi. Per ulteriori informazioni sulla diagnostica, leggete l'articolo La pompa circolatrice IBO ronza, non gira o non pompa – soluzione dei problemi comuni.

Esempi pratici della pratica quotidiana

Caso 1: Ristrutturazione della stanza calda, vecchia casa 150 m²

Il cliente aveva una vecchia casa degli anni '80, non isolata, con impianto tubolare in ghisa e radiatori in ghisa. La pompa originale Sigma – non funzionante. Sistema: radiatori, vecchio generatore a olio sostituito con caldaia a condensazione a gas. Superficie 150 m², si stima una potenza termica di 130 W/m² (vecchia costruzione senza isolamento) = 19,5 kW. Salto termico ΔT = 20 K (vecchio sistema di distribuzione per alte temperature). Flusso Q = 19,5 / (1,163 × 20) = 0,84 m³/h. Altezza manometrica: lunghe tubazioni in ghisa, stima H = 4–5 m.c.a. Soluzione: IBO OHI 25/60 con lunghezza in base alla distanza delle giunzioni. Il cliente era soddisfatto, la pompa funziona più silenziosamente al livello II.

Caso 2: Nuova costruzione 130 m² con riscaldamento a pavimento

Casa unifamiliare nuova, standard a basso consumo energetico. Tutto il piano terra è coperto da riscaldamento a pavimento (9 circuiti sul collettore), piano superiore con radiatori. Potenza caldaia 12 kW. Circuito a pavimento: potenza 8 kW, ΔT = 8 K, portata Q = 8 / (1,163 × 8) = 0,86 m³/h. Altezza manometrica: tubazioni lunghe, collettore con 9 circuiti, H stimata 4–5 m. Circuito radiatori piano superiore: potenza 4 kW, ΔT = 12 K, portata 0,29 m³/h, H = 3 m. Soluzione: due circolatori – per il circuito a pavimento IBO OHI 25/60-130, per il circuito radiatori IBO OHI 25/40-130. Ogni circolatore su un diverso stadio di velocità, il sistema ha funzionato senza problemi fin dalla prima stagione.

Caso 3: Appartamento 65 m², da riscaldamento centrale a caldaia propria

Il cliente in un palazzo prefabbricato si è disconnesso dal riscaldamento centrale e ha installato una caldaia a condensazione a gas Baxi. Superficie 65 m², isolata, potenza stimata 55 W/m² = 3,6 kW. Radiatori, ΔT = 15 K. Portata Q = 3,6 / (1,163 × 15) = 0,21 m³/h. Altezza manometrica: tubazioni corte nell’appartamento, H = 2 m m.c.a. Anche un circolatore più piccolo sarebbe bastato, ma abbiamo scelto IBO OHI 25/40-130 che lavorerà sullo stadio I – silenzioso, efficiente, con lunga durata.

Errori frequenti nella scelta della potenza del circolatore

  • „Più grande è, meglio è" – un circolatore sovradimensionato è rumoroso, riscalda eccessivamente l’acqua nel tubo, crea problemi con le valvole termostatiche e aumenta il consumo elettrico. I clienti si chiedono poi perché l’acqua „ruggisce" nei tubi.
  • Ignorare il salto termico – il cliente sceglie il circolatore in base alla superficie della casa, ma dimentica che il suo vecchio sistema funziona a ΔT = 20 K, mentre il riscaldamento a pavimento del vicino funziona a ΔT = 8 K. Il risultato è la scelta di un circolatore con portata insufficiente per il pavimento.
  • Non considerare le perdite di carico degli accessori – filtri, valvole di non ritorno, valvole di bilanciamento, teste termostatiche – tutti questi componenti aumentano la resistenza del sistema e quindi l’altezza manometrica richiesta. Se il cliente dimentica il filtro (ad esempio un separatore magnetico di impurità), può capitare che un circolatore con altezza manometrica 4 m m.c.a. non basti là dove senza filtro sarebbe stato sufficiente.
  • Scelta errata della lunghezza del circolatore – il cliente ordina il modello idraulico corretto, ma dimentica di controllare la distanza tra le giunzioni (130 vs. 180 mm). Il risultato è la necessità di allungare o accorciare i tubi, il che aggiunge lavoro e costi.
  • Scelta senza considerare lo stadio di velocità – i parametri del circolatore sul foglio tecnico sono sempre riferiti allo stadio massimo III. Se si è scelto il circolatore „giusto per filo e per segno" e si intende utilizzarlo sullo stadio II per ridurre il rumore, il punto di lavoro reale sarà inferiore – e il sistema potrebbe non funzionare correttamente.

Eficienza energetica – perché la corretta dimensione è importante

Il circolatore è un apparecchio che lavora quasi ininterrottamente per tutta la stagione di riscaldamento – in condizioni italiane significa circa 5 000 a 6 000 ore all’anno. Il consumo elettrico dipende dalla potenza del circolatore: un circolatore standard per una casa unifamiliare ha un assorbimento di 40–80 W. Sembra poco, ma con 6 000 ore di funzionamento all’anno si arriva a 240–480 kWh all’anno. A un prezzo dell’elettricità di 0,18–0,22 €/kWh si parla di 43–106 € all’anno – solo per il funzionamento del circolatore.

Un circolatore sovradimensionato che funziona sullo stadio III invece che sul necessario stadio I o II può avere un assorbimento di 120–150 W invece che ottimale 40–60 W. In una stagione si parla di una differenza di 350–650 kWh, quindi 60–140 € in più all’anno – inutilmente. In 10 anni di funzionamento si può arrivare a 600–1 400 € di elettricità pagata in più solo perché il circolatore era sovradimensionato.

I moderni circolatori elettronici con regolazione dell’altezza manometrica risolvono automaticamente questo problema – riducono le velocità in base alle esigenze attuali del sistema. Per una casa unifamiliare con sistema semplice e stadi di velocità fissi (come nella serie IBO OHI) è altrettanto importante una corretta dimensione e l’impostazione sullo stadio di velocità corretto. Per un confronto con i produttori concorrenti e i tipi di regolazione si veda l’articolo Circolatori IBO vs. Grundfos e Wilo – confronto tra parametri e prezzi.

Checklist prima dell’ordine del circolatore

  • ✓ Qual è la superficie del pavimento e la resistenza termica dell’involucro edilizio?
  • ✓ Che tipo di sistema di riscaldamento ho – radiatori, riscaldamento a pavimento o una combinazione?
  • ✓ Qual è il salto termico (ΔT) del sistema?
  • ✓ Qual è la lunghezza del circuito più lungo?
  • ✓ Quanti circuiti e che tipi di accessori ci sono nel sistema (filtri, valvole, valvole di bilanciamento)?
  • ✓ Qual è la distanza tra le giunzioni sulla caldaia o nel punto di installazione – 130 mm o 180 mm?
  • ✓ Qual è il diametro del filetto di collegamento – G 1" (DN 25) o un altro?
  • ✓ Si tratta di un circolatore primario o secondario in un sistema con valvola di deviazione idraulica?

Se ha le risposte a queste domande, la scelta del circolatore è semplice e rapida. Se non è sicuro di una risposta, legga il nostro articolo Come scegliere il circolatore IBO per il Suo sistema di riscaldamento, dove tratteremo l’argomento con maggiore dettaglio.

Domande frequenti (FAQ)

Può utilizzare la formula Q = P / (1,163 × ΔT) anche per sistemi con miscela antigelo?

No direttamente. Le miscele antigelo (ad esempio glicole/acqua in proporzione 30/70) hanno una capacità termica specifica inferiore e una densità diversa rispetto all’acqua pura. Per una miscela al 30 % di glicole e 70 % di acqua la capacità termica è circa del 10–15 % inferiore e la densità leggermente maggiore. Questo significa che la portata necessaria sarà del 10–15 % maggiore rispetto a quanto ottenuto con la formula per l’acqua pura. Se ha un sistema con collettori solari o un circolatore esterno con miscela antigelo, tenga conto di questa correzione o si rivolga al fornitore.

Che succede se il circolatore è troppo grande – può danneggiare il sistema?

Un circolatore sovradimensionato può causare diversi problemi: aumento del rumore (scorrimento dell’acqua, cavitazione, vibrazioni), usura più rapida delle valvole termostatiche e degli accessori a causa della pressione elevata, erosione delle superfici interne dei tubi a causa delle alte velocità di scorrimento e, nei casi estremi, anche perdite di acqua intorno alle guarnizioni. Non è quindi un errore „innocuo" – è un problema reale che si manifesta nel tempo.

Quanti circolatori servono per una casa con riscaldamento a pavimento e radiatori?

In un sistema combinato sono generalmente necessari almeno due circolatori: uno per il circuito del riscaldamento a pavimento (a temperatura inferiore) e uno per il circuito dei radiatori (a temperatura superiore). Se il sistema è progettato con una valvola di deviazione idraulica, si aggiunge anche un circolatore primario tra la caldaia e la valvola. Per case semplici con caldaia a condensazione e una sola temperatura si può anche fare con un solo circolatore con una valvola di mescolamento per il pavimento – dipende dal progetto specifico.

Che influenza ha l’invecchiamento dei tubi sulla scelta del circolatore?

I tubi vecchi – in particolare quelli in acciaio senza protezione antiruggine o in rame con incrostazioni di calcare – hanno una resistenza idraulica molto maggiore rispetto quando erano nuovi. Una riduzione del diametro del tubo del 20 % può raddoppiare la resistenza (la resistenza cresce con la quarta potenza del raggio). Perciò, in ristrutturazioni di vecchi impianti dove i tubi vengono mantenuti, si calcola sempre con un’altezza manometrica maggiore – generalmente si sceglie un circolatore con H di 1–2 m m.c.a. in più rispetto al calcolo teorico.

Devo spegnere il circolatore in estate, quando non riscaldamento?

La maggior parte delle caldaie moderne ha un ciclo automatico integrato che avvia brevemente il circolatore più volte all’anno – per prevenire l’incollaggio del rotore a causa della ruggine o di depositi (così detto ciclo „anti-seizure"). Se il Suo sistema non ha questa funzione, si consiglia di avviare manualmente il circolatore per 10–15 minuti una volta al mese. Un circolatore che sta fermo per tutta l’estate può avere un rotore incollato – uno dei guasti più frequenti all’inizio della stagione di riscaldamento. Per maggiori informazioni sull’assistenza preventiva si veda l’articolo Manutenzione e assistenza del circolatore IBO – che controllare ogni stagione.

Che fare se non riesco a determinare il ΔT del Suo sistema?

In pratica lo si può determinare facilmente: applicare termometri a contatto o un termometro a infrarossi sul tubo di mandata e di ritorno del circolatore quando la caldaia è in funzione a pieno carico. La differenza tra le temperature misurate è il Suo ΔT. Se non ha termometri, può stimare: per un vecchio sistema a radiatori ΔT = 15–20 K, per un sistema a radiatori moderno con caldaia a condensazione ΔT = 10–15 K, per un riscaldamento a pavimento ΔT = 5–10 K. Con questi valori e la potenza della caldaia si ottiene una stima sufficientemente precisa della portata per la scelta del circolatore.

Conclusione – sintesi pratica

La scelta della potenza corretta del circolatore non è né magia nera né questione riservata a progettisti con programmi di calcolo. Conoscendo la superficie della casa, il tipo di sistema di riscaldamento e la differenza di temperatura approssimativa, Lei è in grado di calcolare in pochi minuti il flusso necessario e stimare l’altezza di pompaggio richiesta. Con questi due numeri in mano, Lei può selezionare il modello corretto tra l’offerta di circolatori IBO – ad esempio IBO OHI 25/60-130 come soluzione universale per la maggior parte delle case unifamiliari, oppure IBO OHI 25/40-130 per sistemi più piccoli con una minore resistenza al flusso.

Regola fondamentale, sempre valida: si sceglie la pompa in modo che il suo punto di lavoro si trovi nella parte centrale della curva Q-H – con una leggera riserva rispetto ai valori richiesti, non esattamente al limite. Non investa in una pompa gigantesca con una riserva triplicata – pagherà questa scelta ogni stagione di riscaldamento con l’elettricità. E non si affidi al fatto che “a questo basta anche al Suo vicino” – ogni sistema è diverso e ogni casa ha parametri diversi.

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