Installazione di una caldaia combinata a bassa temperatura con produzione istantanea di ACS
Installare una caldaia combinata a bassa temperatura con produzione istantanea di ACS: i passaggi essenziali
- Sistema integrato per riscaldamento e produzione di acqua calda
- Apparecchio compatto e economico, molto usato in Slovacchia
- Installazione errata come causa comune di malfunzionamenti
- Presa in carico da parte di installatori esperti o di manutentori autonomi
- Fasi fondamentali: preparazione, montaggio, collaudo e attivazione
Perché l'installazione della caldaia combinata richiede attenzione?
La caldaia combinata a bassa temperatura, dotata di produzione istantanea di acqua calda sanitaria (ACS), è una scelta popolare in Slovacchia, specialmente in contesti residenziali unifamiliari o in appartamenti. Unisce in un solo dispositivo la funzione di riscaldamento e di produzione di acqua calda, garantendo risparmio di spazio e costi iniziali contenuti. Tuttavia, un'installazione non corretta è spesso la causa di guasti precoci o di una prestazione insufficiente.
Che fasi sono essenziali per un'installazione efficace?
Dal progetto iniziale all'attivazione finale, ogni passaggio dell'installazione richiede precisione. Si parte con una corretta preparazione dell'ambiente, prosegue con l'installazione fisica, passa per l'adattamento al sistema esistente e include il test di tenuta e l'attivazione. Anche durante le ristrutturazioni di vecchi impianti, alcuni aspetti vengono spesso trascurati, compromettendo il risultato finale.
Problemi di funzionalità nella caldaia combinata a bassa temperatura
Funzionamento discontinuo e acqua tiepida in uscita
Un problema comune riscontrabile nelle caldaie combinate a bassa temperatura è l'erogazione di acqua calda fredda o tiepida o un funzionamento instabile della caldaia. Questo fenomeno è accompagnato da frequenti cicli di accensione e spegnimento, che incidono negativamente sulla sua durata e sull’efficienza energetica.
Scambio di priorità e limiti tecnici dell’ACS istantaneo
Quando si utilizza l’acqua calda sanitaria (ACS), la caldaia passa la priorità al riscaldamento dell’acqua, sospendendo temporaneamente il riscaldamento degli ambienti. Questo richiede un sistema idraulico ben bilanciato, in quanto l'ACS funziona in modo istantaneo: l'acqua fredda passa attraverso uno scambiatore di calore all’interno della caldaia e si riscalda immediatamente, senza l’ausilio di serbatoi. Tuttavia, per funzionare correttamente, è necessaria una potenza sufficiente della caldaia e una buona pressione e portata dell’acqua fredda nella rete domestica.
Progettazione specifica per evitare inefficienze
Per garantire un corretto funzionamento, l’intero impianto deve essere progettato in modo specifico, tenendo conto delle caratteristiche delle caldaie a bassa temperatura (55–60 °C vs 75–90 °C tradizionali). Questo include la scelta dei radiatori in base al minore differenziale termico, il corretto dimensionamento dei tubi e un’idraulica bilanciata. Una progettazione impropria può compromettere sia il comfort termico che la vita utile dell’impianto.
Come prepararsi all’installazione di una caldaia per evitare ritardi
Un'installazione rapida e corretta della caldaia dipende molto da una preparazione mirata. Dall'esperienza, sappiamo che spesso i ritardi derivano da errori evitabili, come una mancanza di organizzazione, un supporto mal posizionato o una pressione del gas insufficiente.
Quali requisiti deve soddisfare la stanza prima dell’installazione?
La stanza in cui verrà montata la caldaia deve rispettare criteri specifici in base al tipo di apparecchio. Ad esempio, per una caldaia atmosferica, come la Vaillant atmoTEC pro VUW SK 200/3-3, è necessario disporre di un camino funzionante per l’evacuazione dei fumi e una ventilazione per l’aspirazione dell’aria necessaria alla combustione, direttamente dalla stanza. Il volume minimo richiesto è di 8 m³, preferibilmente 10–12 m³.
Viceversa, le caldaie a turbina coaxiale, come la Vaillant turboTEC pro VUW SK 202/3-3, possono essere installate in ambienti chiusi grazie al sistema che preleva l’aria e espelle i fumi attraverso un tubo coaxiale esterno.
- La parete portante deve essere in grado di sostenere il peso della caldaia (di norma 30–45 kg, incluso l’acqua).
- Per le caldaie a turbina, è necessario creare un passaggio esterno, con diametro variabile, solitamente 100 mm per tubo coaxiale o 2×80 mm per tubi separati.
- Per le caldaie atmosferiche, verificare la trazione del camino con una pressione minima di 3–5 Pa, preferibilmente 8–12 Pa.
- Disporre di una presa elettrica 230 V / 16 A con messa a terra entro la portata della caldaia (evitare prolunghe).
- Assicurarsi che il sistema di fornitura del gas abbia un interruttore di sicurezza accessibile senza utensili.
Come verificare la pressione del gas e il diametro del tubo di alimentazione?
Un controllo mancato di questi parametri può causare problemi di funzionamento, come riduzioni di potenza o errori dell’apparecchio. La pressione statica del gas naturale davanti alla caldaia deve essere 20 mbar (±2 mbar), e in piena potenza non deve scendere sotto i 17,5 mbar. La misurazione deve essere effettuata con un manometro collegato al connettore di misurazione davanti alla valvola di gas.
Qualora la pressione risulti insufficiente, è necessario consultare il distributore di gas o verificare il diametro del tubo di alimentazione. Per caldaie potenti (20–24 kW) con lunghe distanze di distribuzione, potrebbe essere richiesto un tubo DN 25 invece di DN 20.
Come preparare il supporto e posizionare i collegamenti?
La distanza tra i collegamenti (gas, riscaldamento, ACS e acqua fredda) è definita in base al modello e spesso il produttore fornisce un modello di installazione. Il supporto deve essere fissato con tasselli nella parete portante: almeno due punti, quattro per caldaie oltre i 35 kg. La caldaia deve essere appesa in modo perfettamente verticale per evitare problemi di sfiato automatico.
Problemi comuni durante l'installazione e come evitarli
Un tecnico esperto ha riscontrato un malfunzionamento in una caldaia installata da un cliente poco esperto. Dopo diversi mesi di utilizzo, la caldaia iniziò a spegnersi frequentemente e a produrre un'elevata concentrazione di CO nei fumi. L'analisi rivelò che l'installazione non rispettava alcune semplici ma fondamentali regole, come l'angolo del camino o la sequenza dei collegamenti. Questo esempio dimostra che anche un errore apparentemente minimo può comportare problemi gravi e costosi da risolvere. Per evitare situazioni simili, è essenziale seguire passo dopo passo le indicazioni tecniche.
Collegamento del camino: un esempio pratico
Nella caldaia turbo Vaillant turboTEC pro VUW SK 242/2-3, l'installatore ha montato un camino coassiale 80/125 mm. Dopo l'accensione, la caldaia ha avuto problemi di funzionamento causati da una resistenza eccessiva all'aspirazione dell'aria. Questo fenomeno è spesso legato a un camino troppo lungo o male inclinato. La caldaia, infatti, ha un limite massimo di 9–10 metri equivalenti (ogni gomito a 90° equivale a 1,5 m). Un camino eccessivo aumenta la resistenza, alterando l'equilibrio tra l'aspirazione dell'aria e l'espulsione dei fumi. Questo può innescare un aumento di CO, con conseguente blocco di emergenza.
Per garantire un corretto deflusso del condensato, il camino deve inclinarsi verso l'esterno di almeno 3° (preferibilmente 5°). Un'installazione orizzontale o inclinata in modo errato favorisce l'accumulo di condensa, che porta a problemi di corrosione e rumorosità.
Importanza del test di pressione del gas
Un altro caso frequentemente riscontrato riguarda il collegamento del gas. Un utente ha installato un tubo del gas senza eseguire un test di pressione e senza utilizzare un sigillo certificato per mezzi gassosi. Questo ha portato a perdite di gas non rilevate in tempo, causando un'interruzione forzata della caldaia e un intervento di assistenza. Per evitare questo tipo di problema, è fondamentale seguire alcune regole:
- Utilizzare un rubinetto a sfera e non un rubinetto a ago, che non garantisce un flusso sufficiente.
- Filettare il tubo sulla caldaia (solitamente G 3/4") con un sigillo specifico per gas (es. nastro in teflon o filo di canapa con sigillante Fermit).
- Eseguire un test di pressione in base alla norma EN 1775, controllando con un manometro e un rilevatore di gas per 10 minuti.
Questo test non è solo una richiesta tecnica, ma una condizione obbligatoria per la garanzia e la conformità alle normative di sicurezza.
Configurazione del circuito di riscaldamento
Un sistema di riscaldamento non correttamente configurato può comportare malfunzionamenti gravi, come una pressione eccessiva che apre la valvola di sicurezza. Un esempio tipico riguarda un sistema con radiatori in ghisa in una casa storica. L'installatore ha notato che la pressione aumentava sopra i 3 bar quando l'impianto era caldo, causando perdite d'acqua. La soluzione fu l'installazione di un vaso di espansione esterno. La formula di calcolo del volume richiesto è:
Volume d'acqua × 0,08 (fattore di espansione) / (1 – pressione iniziale / pressione massima). In una casa media di 150 m² con radiatori in ghisa, il risultato è un vaso esterno da 18–25 litri.
Per garantire una corretta configurazione, installare:
- Un rubinetto a sfera sull'uscita del circuito per poter isolare la caldaia.
- Sul tubo di ritorno, un rubinetto a sfera e una valvola di riempimento/svuotamento.
- Una valvola di sicurezza regolata a 3 bar, con scarico verso fognatura o contenitore.
- Un vaso di espansione esterno se necessario (calcolare il volume in base alle caratteristiche dell'impianto).
Collegamento del TUV e del sistema idrico
Nella maggior parte dei casi, i guasti al sistema TUV sono causati da una mancanza di filtro-setaccio. In un vecchio impianto, l'acqua non era sufficientemente pulita e ostruì il generatore TUV, riducendo la potenza e causando interventi tecnici frequenti. Per evitare questo tipo di problema, seguire questa procedura:
- Collegare un rubinetto a sfera immediatamente prima della caldaia.
- Installare un filtro-setaccio da 100–150 μm per rimuovere le impurità.
- Aggiungere una valvola di ritegno per prevenire il ritorno di acqua calda verso la rete.
- Inserire un riduttore di pressione se la rete supera i 3,5 bar.
Per le caldaie istantanee a camera stagna, non è possibile né consigliabile attivare una circolazione dell'acqua calda. Se necessario, si può installare un piccolo accumulo da 30–50 litri, ma questo modifica la natura del sistema. Su questa scelta parleremo più dettagliatamente nell'articolo Riscaldamento istantaneo TUV vs. boiler con accumulo: vantaggi e svantaggi con caldaia a bassa temperatura.
Collegamento elettrico e termostato
Un errore frequente è il collegamento della caldaia senza conduttore di terra. In un caso reale, l'installatore ha usato un adattatore con presa a due poli, causando problemi di garanzia e sicurezza. Per garantire una corretta installazione, seguire queste indicazioni:
- Utilizzare un cavo 3× 1,5 mm² con conduttore di terra.
- Usare un interruttore da 10 A, sufficiente per la maggior parte delle caldaie fino a 28 kW.
- Collegare il termostato ai morsetti specifici (es. TA), seguendo lo schema del manuale.
- Preferire un termostato OpenTherm per ottenere una regolazione modulata e risparmiare energia.
La regolazione OpenTherm riduce il consumo elettrotermico rispetto al sistema on/off tradizionale, con un risparmio che si ripaga in 1–2 anni.
Ottimizzazione del flusso termico: criteri per un corretto funzionamento
Un sistema di riscaldamento ben regolato garantisce comfort, efficienza e durata nel tempo. Alcuni parametri fondamentali permettono di valutare se l'impianto è correttamente bilanciato:
- Pressione dell'acqua: Deve essere mantenuta tra 1,0 e 1,5 bar a freddo, regolando in base all'altezza dell'edificio. Ogni 10 metri di altezza richiedono un aumento di 1 bar.
- Temperatura del radiatore: I valori in entrata e in uscita devono differire in modo uniforme. Un salto termico compreso tra 10 e 15 K è tipico dei sistemi a bassa temperatura.
- Portata idraulica: La distribuzione dell'acqua deve essere uniforme su tutti i radiatori. Un errore minore nella portata ha un impatto significativo sui bruciatori a bassa temperatura.
Eviti di trascurare il bilanciamento idraulico, poiché un sistema sbilanciato può causare surriscaldamenti localizzati, spreco energetico e stress inutile per i componenti dell'impianto.
Pratica consigliata per un bilanciamento efficace
Esegui la regolazione in due fasi: una prima regolazione grossolana a impianto freddo, seguita da un’aggiustatura fine dopo 30–60 minuti di funzionamento. Inizia riempiendo il sistema e sfiatando da basso verso l'alto. Avvia la pompa e la caldaia a una temperatura di 60 °C. Controlla i valori di temperatura in entrata e in uscita di ogni radiatore e regola le valvole termostatiche di conseguenza.
Importanza della corretta regolazione per un funzionamento efficiente
Per ottenere il massimo rendimento e una lunga durata della caldaia, è fondamentale che venga effettuata una corretta regolazione. Oltre a un’installazione professionale, è necessario intervenire su parametri come potenza, temperatura e pressione del gas. Solo un tecnico certificato può eseguire interventi specifici, come il cambio degli ugelli in caso di utilizzo di propano-butano o gas misto.
Adattamento della potenza in base alle esigenze dell’impianto
Una caldaia moderna, soprattutto quelle a condensazione o a bassa temperatura, non deve funzionare in continuazione alla massima potenza. Questo potrebbe indicare che è sottodimensionata. Al contrario, una caldaia correttamente sovradimensionata dovrebbe operare intorno al 80–90 % della sua potenza in condizioni estreme, come una temperatura esterna di -12 °C. Le caldaie moderne, come Vaillant atmoTEC plus VUW CZ/SK 240/3-5, permettono una regolazione flessibile, utile per adattarsi a diversi sistemi di riscaldamento.
In caso di caldaia sovradimensionata, spesso verificabile durante le ristrutturazioni, è consigliabile ridurre la potenza massima del riscaldamento. Questo permette di ottenere un funzionamento più costante e efficiente, con minori sprechi energetici.
Impostazione della curva climatica
La curva climatica stabilisce la temperatura dell’acqua di caldaia in funzione della temperatura esterna. La scelta della pendenza dipende dal tipo di impianto: una curva piatta (0,5–0,8) è ideale per i sistemi a pavimento, una curva media (0,8–1,2) per i radiatori a bassa temperatura, mentre una curva più ripida (1,2–1,8) è adatta a vecchi radiatori in ghisa. Una corretta regolazione consente di ridurre il consumo di gas fino al 10–15 %.
Analisi dei fumi per una combustione ottimale
Un professionista non trascura mai l’analisi dei fumi, che conferma il corretto funzionamento della caldaia. Si utilizza un analizzatore (Testo, Wöhler, ecc.) per verificare diversi parametri:
- CO₂ nei fumi: per il gas metano, un valore ideale è compreso tra 8,0 e 9,5 %;
- CO nei fumi: deve essere inferiore a 30 ppm;
- Temperatura dei fumi: ideale intorno a 120–160 °C;
- Rendimento: almeno 90 %, con valori ottimali intorno al 92–94 %.
Un contenuto di CO₂ troppo basso indica una miscela povera, con conseguente spreco di gas. Un valore troppo alto, associato ad un aumento del CO, invece, indica una combustione incompleta e potenzialmente pericolosa. La regolazione si effettua modificando l’apporto d’aria e la pressione del gas.
Verifiche essenziali prima della messa in servizio
- Esecuzione della prova idraulica a 4–4,5 bar
- Prova di tenuta del circuito gas con aria a 22–25 mbar
- Redazione del certificato di installazione con dati obbligatori
Quali controlli effettuare sul circuito idraulico?
Per garantire l’assenza di perdite, il circuito idraulico deve essere sottoposto a una prova di pressione di 1,5 volte il valore nominale, che corrisponde generalmente a 4–4,5 bar. Dopo aver rimosso l’aria, si utilizza una pompa manuale per raggiungere la pressione desiderata, mantenendola invariata per almeno 30 minuti (in alcuni casi si richiede 60 minuti). È necessario ispezionare attentamente tutti i collegamenti, inclusi raccordi, flange e filettature, e risolvere eventuali falle prima di procedere.Qual è la procedura per verificare la tenuta del gas?
La prova di pressione del gas deve seguire la norma EN 1775. Si utilizza aria compressa alla pressione di 1,1 volte quella di esercizio, che per il gas metano a media pressione si colloca tra 22 e 25 mbar. Il tempo di verifica è solitamente di 10 minuti, salvo diverse indicazioni del distributore locale. I risultati vengono registrati nel certificato finale.Che informazioni deve contenere il certificato di installazione?
Il verbale di installazione deve includere: data e luogo dell’intervento, tipo e numero di serie della caldaia, pressioni registrate durante le prove, dati sull’analisi dei fumi, parametri della caldaia e firma dell’installatore autorizzato. Senza questo documento, il prodotto non gode della garanzia del produttore.Aggiornare l'impianto di riscaldamento in una casa storica
Un impianto datato richiede un intervento mirato per essere compatibile con tecnologie moderne. Si immagini una casa con caldaia a gas metano in acciaio da 30 anni, radiatori in ghisa, tubazioni in acciaio zincato e impianto idraulico vecchio. L’obiettivo è sostituire la caldaia con una combinata a bassa temperatura dotata di scambiatore a flusso TUV.
Problemi legati all'inadeguatezza dei vecchi componenti
I radiatori in ghisa, pur apprezzati per la loro inerzia termica, potrebbero non essere sufficienti per supportare una caldaia a bassa temperatura. Se i loro parametri di potenza sono calibrati su una temperatura di mandata di 90/70 °C, con un sistema a 65/50 °C la potenza potrebbe ridursi del 30–40 %. È essenziale verificare se la loro capacità è compatibile con le perdite termiche dell’edificio.
I tubi in acciaio zincato, dopo 20–30 anni, sono soggetti a depositi interni che riducono la sezione del flusso e aumentano la resistenza idraulica. Prima di conservare l’impianto esistente, è indispensabile effettuare misurazioni precise per valutare la sua efficienza.
Rischi per lo scambiatore TUV a causa di impurità
Un sistema non pulito espone lo scambiatore a flusso TUV a rischi di intasamento. Ruggine, calcare e impurità, se non eliminate, possono danneggiare lo scambiatore, riducendone l’efficacia e riducendo la vita utile dell’impianto. Per evitare questo, è necessario effettuare un lavaggio chimico completo con soluzione a base di acido citrico o un prodotto specifico, seguito da una neutralizzazione.
Protezione del sistema con inibitori di corrosione
Dopo il lavaggio e il riempimento del sistema, è consigliabile aggiungere un inibitore di corrosione, come ad esempio Fernox F1 o Sentinel X100. Questo intervento, che costa poche decine di euro, aiuta a preservare la pompa e lo scambiatore, prolungandone la durata.
Impatto della durezza dell'acqua sullo scambiatore
Nelle aree con alta durezza dell’acqua (oltre 300 mg/l di CaCO₃, ad esempio intorno a Trnava o Nitra), è indispensabile installare un addolcitore. Senza questo, il calcare si deposita rapidamente sugli scambiatori TUV e nel sistema di riscaldamento. Dopo 2–3 anni, i depositi riducono in modo significativo la potenza e aumentano il consumo energetico. Lo scambiatore a flusso, con superficie ridotta e velocità elevata del fluido, è particolarmente sensibile a questo fenomeno.
Progetti ex novo: quando non c’è impianto esistente
Nel caso in cui si passi da un sistema elettrico o a combustibile solido a una caldaia combinata a gas, non si ha un impianto esistente da adattare. Questo scenario permette di progettare un sistema completamente nuovo, dimensionato in base alle reali perdite termiche dell’edificio. Su come calcolare la potenza necessaria, rimandiamo all’articolo Quale potenza di caldaia con riscaldamento TUV è necessaria per la mia casa, dove troverà procedure e formule utili.
Come evitare problemi comuni nella configurazione di una caldaia combinata con TUV a flusso?
Come prevenire l'intasamento dello scambiatore?
Un errore frequente è non installare un filtro sull'acqua fredda in entrata per il TUV. Senza filtro, entro un mese lo scambiatore si intasa, causando il blocco del flusso e l'uscita dell'acqua fredda. L'unica soluzione è una pulizia manuale con acidi, accompagnata da interventi di assistenza tecnica e costi non necessari.
Qual è la causa delle perdite d'acqua e dell'apertura ripetuta della valvola di sicurezza?
Questo problema deriva spesso da un vaso di espansione errato o non installato. Nei casi esterni, la mancanza di un vaso corretto comporta un sovraccarico del sistema, con conseguente apertura ripetuta della valvola di sicurezza e perdite d'acqua. Il cliente potrebbe erroneamente credere che la caldaia sia guasta.
Perché è importante installare una valvola di ritegno sull'acqua fredda?
La mancanza di una valvola di ritegno aumenta il rischio di contaminazione dell'acqua e in alcune aree è richiesto espressamente dal gestore idrico. Ometterla può causare problemi igienici e sanzionamenti locali.
Come risolvere il problema di una distribuzione non uniforme del calore?
Se alcune stanze sono calde e altre fredde, il problema non è la caldaia, ma il bilanciamento idraulico. La mancanza di questo passaggio in fase di installazione genera un malfunzionamento nella distribuzione del flusso, causando comfort termico non uniforme.
Che problemi può causare un camino fumi troppo lungo?
Un tubo di scarico fumi eccessivamente lungo influisce sulla temperatura nella camera di combustione, aumentando il tempo di avvio e riducendo la potenza durante l'utilizzo del TUV. Inoltre, si osserva un aumento della CO, compromettendo la qualità delle emissioni.
Una caldaia installata perfettamente richiede anche una corretta messa in funzione
Immaginiamo una situazione in cui un cliente riceva una caldaia installata perfettamente, ma non sappia dove trovare la valvola principale del gas né come interpretare i codici di errore. Questo può trasformare una soluzione efficiente in una fonte di frustrazione. Per evitare questi inconvenienti, è essenziale fornire al cliente un'adeguata istruzione all'atto della consegna.
Ecco i punti fondamentali da includere in questa fase:
- Utilizzo del regolatore o del termostato: È necessario spiegare al cliente come impostare il programma di funzionamento, la temperatura desiderata e come attivare la modalità di vacanza.
- Gestione della pressione dell'acqua: Indicare dove si trova il manometro e come utilizzare la valvola di riempimento per aggiungere acqua. La pressione a freddo ideale va da 1,0 a 1,5 bar; se scende sotto 0,8 bar, la caldaia si ferma con un messaggio di errore.
- Localizzazione di dispositivi di sicurezza: Fornire indicazioni precise sulla posizione della valvola principale del gas e dell'interruttore elettrico.
Per completare l’addestramento, è bene informare il cliente sulle attività di manutenzione annuale e su come comportarsi in caso di guasti. Per ulteriori dettagli su questi argomenti, si rimanda ai nostri articoli dedicati.
Installazione in contesti diversi: criteri di scelta e accorgimenti
L’ambiente in cui si installa una caldaia incide notevolmente sulla scelta del modello e del sistema. Ecco i criteri principali per distinguere le esigenze di un appartamento da quelle di una casa unifamiliare.
Criteri di selezione per edifici condominiali
- Consenso scritto del gestore: richiesto per legge, spesso accompagnato da un rapporto di ispezione.
- Posizionamento dell’uscita fumi: deve rispettare le norme dell’edificio e non arrecare disturbi ai vicini; vietato installarla sotto finestre o balconi.
- Rumorosità ridotta: la caldaia deve operare a basso livello sonoro (30–38 dB(A)) e si consiglia di utilizzare basette antivibranti e tubazioni flessibili.
- Isolamento acustico: importante per ridurre le vibrazioni che si trasmettono alle pareti, soprattutto in case con funzionamento notturno.
Criteri di selezione per case unifamiliari
- Flessibilità di installazione: non sono richiesti ulteriori permessi esterni.
- Gestione dei tempi di attesa dell’acqua calda: con tubazioni lunghe si può attendere fino a 60 secondi prima che esca l’acqua calda.
- Soluzioni alternative: per ridurre l’attesa si può installare una pompa di circolazione con serbatoio, anche se cambia la struttura del sistema.
Per comprendere meglio la capacità di erogazione di una caldaia con riscaldamento TUV a flusso, consigliamo di consultare l’articolo Quale portata d'acqua calda garantisce una caldaia con riscaldamento TUV a flusso.
Decisione pratica per ristrutturazione o costruzione
Per scegliere tra caldaia atmosferica e turbo, consideri lo stato dell’edificio. Nelle case esistenti con camino funzionante, l’atmosferica è spesso la soluzione più conveniente. Nelle nuove costruzioni, invece, la turbo presenta vantaggi logistici. La scelta influenza direttamente l’installazione e i costi.
Caldaia atmosferica: quando conviene
I modelli atmosferici, come la Vaillant atmoTEC pro VUW SK 240/3-3, richiedono un camino esistente. Questo li rende adatti per ristrutturazioni dove la struttura già è presente e in buono stato.
Caldaia turbo: vantaggi in nuove costruzioni
I modelli turbo, come ad esempio la Vaillant turbotec pro VUW SK 202/3-3, non necessitano di camino. Questo li rende ideali per nuove costruzioni dove non è prevista la sua realizzazione.
Ha una domanda su questo argomento?
Non riesce a prendere una decisione o deve risolvere una situazione specifica nella sua casa? Scrivici – Lei è il benvenuto per ricevere consulenza.
