Serbatoio tampone vs. bollitore per acqua calda sanitaria – qual è la differenza e quando utilizzare ciascuno
Quando scegliere un puffer e quando un bollitore per ACS
Spesso i termini puffer e bollitore per acqua calda sanitaria vengono usati come se fossero interscambiabili, ma i due componenti svolgono funzioni molto diverse. Pur avendo un aspetto simile, un contenitore in acciaio con poche connessioni, il loro utilizzo e dimensionamento dipendono da criteri specifici. Confondere i due può comportare sprechi economici o un sistema mal progettato. Per scegliere correttamente, è essenziale comprendere le differenze funzionali e applicative. In questo articolo presenterò i criteri per distinguere i due dispositivi, illustrerò in quali contesti utilizzarli e quando potrebbe essere vantaggioso installarli insieme.
Differenze fondamentali tra serbatoio di accumulo e bollitore ACS
Per garantire un corretto funzionamento del sistema di riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria, è essenziale comprendere le differenze tra i due tipi principali di serbatoi di accumulo: il puffer e il bollitore per ACS. Il primo serve esclusivamente per immagazzinare calore nel circuito di riscaldamento, mentre il secondo è progettato per produrre acqua calda potabile in modo sicuro e igienico.
Il puffer: accumulo di calore nel circuito di riscaldamento
Il puffer, conosciuto anche come serbatoio di accumulo del circuito di riscaldamento, è un elemento che immagazzina energia termica in un ambiente chiuso. L’acqua all’interno non viene consumata, non esce dal rubinetto né viene utilizzata per lavaggi o alimentazione: è parte integrante di un sistema chiuso. Funziona come una sorta di termosia di grandi dimensioni, in grado di conservare il calore fornito da una caldaia, una pompa di calore o dei pannelli solari. Quando il generatore di calore è inattivo, il sistema utilizza l’energia immagazzinata in questo serbatoio.
In genere, il puffer è un contenitore semplice senza scambiatori di calore interni, poiché l’acqua di riscaldamento può entrare direttamente nel serbatoio. Non richiede particolari trattamenti per la qualità dell’acqua, né l’installazione di un anodo protettivo, in quanto non c’è contatto con ossigeno esterno e l’acqua non viene mai sostituita.
Il bollitore ACS: produzione di acqua calda potabile
Il bollitore per acqua calda sanitaria – conosciuto anche come scaldabagno elettrico o scaldacqua ad accumulo – è un dispositivo progettato per riscaldare l’acqua potabile. L’acqua che entra in questo serbatoio esce realmente dal rubinetto, dalla doccia o nella lavastoviglie. Si tratta quindi di un sistema aperto, connesso direttamente all’acquedotto, e deve rispettare rigorosi requisiti di igiene e sicurezza.
Il bollitore ACS è sempre dotato di uno scambiatore di calore interno (a mantello o a serpentina), che permette al calore proveniente da una caldaia o una pompa di calore di scaldare l’acqua potabile senza mai mescolarsi con essa. Per prevenire la corrosione, è inoltre equipaggiato con un anodo protettivo. Un’eccezione sono gli scaldabagni elettrici autonome, dove il riscaldamento avviene direttamente tramite una resistenza elettrica all’interno del serbatoio.
Quando l'accumulatore è indispensabile per il corretto funzionamento dell’impianto
L’utilizzo dell’accumulatore non è sempre obbligatorio, ma in alcuni casi diventa un elemento irrinunciabile per garantire efficienza, durata e comfort del sistema. Ecco i principali contesti in cui un accumulatore è necessario:
- Presenza di una sorgente di calore che non può regolare la propria potenza;
- Funzionamento ciclico frequente di una caldaia o pompa di calore;
- Utilizzo di collettori solari termici;
- Necessità di accumulare energia prodotta in un momento e utilizzarla in un altro.
Qual è il ruolo dell’accumulatore con le caldaie a combustibile solido?
Le caldaie alimentate a legna, pellet o carbone non sono progettate per funzionare in modo variabile, ma ideale a pieno regime. Quando si cerca di ridurre la potenza, si rischia di compromettere l’efficienza della combustione e di causare depositi dannosi. L’accumulatore permette di caricare energia durante il funzionamento a piena potenza e di erogarla quando necessario, riducendo il numero di cariche giornaliere. Ad esempio, un accumulatore da 800 litri può mantenere il riscaldamento per tutta la notte, permettendo di evitare interventi notturni.
Perché è fondamentale abbinare un accumulatore a una pompa di calore?
Le pompe di calore funzionano meglio in ciclo lungo e frequenti interruzioni possono ridurre il COP (Coefficient of Performance) e la durata del compressore. L’accumulatore agisce come buffer, consentendo alla pompa di operare in modo continuo e al sistema di prelevare calore in base alle esigenze. Questo equilibrio idraulico contribuisce a una maggiore efficienza energetica.
Qual è il ruolo dell’accumulatore con i collettori solari termici?
I collettori solari producono energia principalmente durante il giorno, mentre l’accumulatore permette di immagazzinare il calore per utilizzarlo in orari diversi. L’energia raccolta passa attraverso uno scambiatore installato nella parte inferiore dell’accumulatore, rendendo il sistema autonomo e flessibile.
| Parametro | Puffer (serbatoio di accumulo) | Bollitore ACS (scaldabagno) |
|---|---|---|
| Scopo | Accumulo di calore per il riscaldamento | Produzione di acqua calda sanitaria |
| Tipo di circuito | Chiuso (l'acqua non viene prelevata) | Aperto (collegato all'acquedotto) |
| Scambiatore di calore | Di norma senza scambiatore (ingresso diretto) | Sempre con scambiatore (separazione dei circuiti) |
| Anodo protettivo | Di norma no (circuito chiuso) | Sì, obbligatorio (corrosione da acqua fresca) |
| Norme igieniche | No (l'acqua non è potabile) | Sì (contatto con acqua potabile) |
| Pressione dell'acqua | Pressione del circuito di riscaldamento (1–3 bar) | Pressione dell'acquedotto (3–6 bar) |
| Capacità tipiche | 50 – 2 000+ litri | 80 – 500 litri (abitazione), più grandi in ambito industriale |
| Sorgenti di calore tipiche | Caldaia a legna/pellet, TC, solare, camino | Caldaia (gas/elettricità), TC, solare |
Configurazione impianto senza accumulatore
Richiesta di energia termica variabile
Nei sistemi dove si utilizza una caldaia a condensazione a gas o una caldaia elettrica con bruciatore modulante, è possibile fare a meno dell'accumulatore. Questi generatori regolano in tempo reale la potenza emessa, adattandosi automaticamente al fabbisogno del sistema di riscaldamento. Non è necessario un serbatoio di accumulo per bilanciare le variazioni di carico.
Funzione del bollitore per ACS
Il bollitore per acqua calda sanitaria serve esclusivamente a garantire il comfort durante l’uso dell’acqua calda. Ad esempio, un modello da 120 litri è in grado di coprire il fabbisogno per le docce mattutine di tutta la famiglia, senza obbligare la caldaia a funzionare ininterrottamente.
Esempio pratico di impianto
In una casa unifamiliare dotata di caldaia a condensazione a gas, riscaldamento a pavimento e bollitore per ACS da 150 litri, non è richiesto un accumulatore. La caldaia modula la sua potenza tra il 20 % e il 100 %, il sistema di riscaldamento sfrutta l'inertia del cemento, e il bollitore soddisfa le esigenze quotidiane di ACS. Il risultato è un impianto semplice, economico e molto affidabile.
Quando è utile abbinare accumulatore e bollitore per ACS
Qual è la funzione principale dell'accumulatore in un impianto con bollitore per ACS?
L'accumulatore agisce da equilibratore idraulico e riserva energetica per il circuito di riscaldamento. Inoltre, permette di alimentare il bollitore per ACS senza dover accendere continuamente la caldaia.
Come funziona l'abbinamento caldaia a pellet, accumulatore e bollitore per ACS?
Un esempio tipico è il seguente: caldaia a pellet → accumulatore da 800 litri → bollitore per ACS da 200 litri. L'accumulatore riscalda il bollitore tramite uno scambiatore o una valvola di mescolamento.
Come avviene il rifornimento di acqua calda nel bollitore?
Il bollitore ha una pompa propria che preleva l'acqua calda dalla parte alta dell'accumulatore. Se la temperatura del bollitore scende sotto il limite impostato, il regolatore attiva automaticamente il rifornimento senza accendere la caldaia.
Quando la stratificazione termica si rompe: un esempio concreto
Immaginiamo un serbatoio da 300 litri progettato per conservare acqua calda e fredda in strati distinti. Tuttavia, a causa di una cattiva idraulica o di collegamenti non corretti, l'acqua calda e fredda si mescolano. Il risultato? Il serbatoio funziona in pratica come uno da 150 litri. La stratificazione termica è quindi un elemento essenziale per il corretto funzionamento degli accumuli e dei bollitori ACS.
Funzionamento corretto: l'importanza dei collegamenti
La stratificazione si basa su un fenomeno fisico: l'acqua calda è più leggera e tende a salire in superficie, mentre l'acqua fredda scende verso il fondo. Gli apparecchi sono progettati per rispettare questa logica. La tubazione di alimentazione entra in cima all'accumulatore, l'acqua fredda esce dal fondo, e il bollitore ACS preleva l'acqua calda sempre dal vertice. L'acqua dell'acquedotto entra in basso, e lo scambiatore è posizionato nella parte inferiore per riscaldare l'acqua.
Conseguenze della rottura della stratificazione
- La mescolanza dell'acqua calda e fredda riduce la capacità effettiva del serbatoio.
- La distribuzione dell'acqua calda diventa irregolare.
- Il consumo energetico aumenta, poiché il sistema deve riscaldare nuovamente acqua già raffreddata.
Mantenere la stratificazione termica significa garantire efficienza, risparmio energetico e una distribuzione ottimale dell'acqua calda.
Scegliere l’accumulatore in base alle esigenze e alle dimensioni
La scelta del serbatoio di accumulo dipende direttamente dalle caratteristiche dell’impianto e dello spazio disponibile. Per impianti compatti, come quelli di un appartamento, una villetta monofamiliare o un ambiente tecnico ristretto, un modello compatto è la soluzione ideale. Un esempio è il PUFFER PSS 50 (57 l), adatto come separatore idraulico in un sistema con pompa di calore o come accumulo secondario in un camino modulante. Non si tratta di una riserva di energia estesa, ma di una componente funzionale per separare i circuiti, smorzare le variazioni di pressione e proteggere i componenti sensibili.
Se invece si utilizza una pompa di calore di dimensioni ridotte, un accumulatore leggermente più capiente, come il PUFFER PSS 100 (123 l), permette di regolare meglio i cicli del compressore e di immagazzinare calore per i periodi di massimo consumo, ad esempio al risveglio o dopo una notte fredda. Questi modelli supportano anche le applicazioni di raffreddamento, essendo compatibili con pompe di calore reversibili.
Criteri per la selezione e manutenzione
- Verifichi le dimensioni dell’impianto e lo spazio fisico disponibile.
- Scegli un modello compatto per separazione idraulica e protezione del sistema.
- Opti per un accumulatore di capacità maggiore se necessita di gestire picchi di consumo.
- Predisponga un’anodo con indicatore di usura per serbatoi di grandi dimensioni.
- Eviti di trascurare la sostituzione periodica dell’anodo per prevenire la corrosione.
Per il controllo e la manutenzione dell’anodo, si consiglia l’utilizzo di modelli come l’anodo 5/4" × 400 mm o quello da 700 mm, dotati di dispositivo di controllo per verificare lo stato senza dover svuotare il serbatoio. Per ulteriori informazioni, consulti l’articolo Anodo di protezione nel serbatoio di accumulo – che cos’è, quando e come sostituirlo.
La scelta dell’accumulatore in base alle sorgenti di calore
La decisione tra un accumulatore senza o con scambiatore dipende dal numero di sorgenti di calore e dalla complessità del sistema. In generale, se si utilizza un’unica sorgente e un solo circuito, l’accumulatore senza scambiatore rappresenta l’opzione più conveniente ed efficiente. In sistemi più articolati, invece, sono preferibili modelli dotati di uno o due scambiatori.
Gli accumulatori si distinguono in base alla presenza o meno di uno scambiatore di calore. Il modello senza scambiatore, detto anche “accumulazione aperta”, è il più semplice e si presta bene a impianti con una sola fonte di calore e un unico circuito. In questo caso, l’acqua del camino entra e esce direttamente, senza perdite né differenze di temperatura.
Aggiungendo uno scambiatore tubolare o a mantello nella parte inferiore, si può integrare una seconda sorgente, come un impianto solare. I due fluidi restano separati, garantendo una gestione più flessibile dell’energia. In alternativa, con due scambiatori si possono collegare due sorgenti secondarie, mantenendo comunque la separazione dei circuiti. Questi modelli sono però più costosi e si trovano comunemente in sistemi avanzati.
Protezione della salute con il serbatoio TUV
- Il TUV richiede misure per prevenire la crescita della legionella.
- I batteri Legionella pneumophila prosperano tra 25–45 °C.
- La norma STN EN 806 raccomanda una temperatura minima di 60 °C.
- La disinfezione termica settimanale a 70 °C è ideale.
- Non impostare il serbatoio a 40–45 °C per risparmiare energia.
- Termometro e regolatore sono essenziali per un’installazione corretta.
- L’accumulatore non presenta lo stesso rischio igienico.
Qual è il rischio con il TUV?
Il serbatoio TUV contiene acqua calda sanitaria, un ambiente ideale per la proliferazione dei batteri Legionella pneumophila, che si moltiplicano tra 25–45 °C. L’inhalazione di aerosol, ad esempio durante la doccia, può causare gravi infezioni respiratorie.Come prevenire la crescita batterica?
Secondo la norma STN EN 806, il TUV deve mantenere una temperatura minima di 60 °C e un ciclo di disinfezione termica settimanale a 70 °C. Non si deve mai impostare il serbatoio a 40–45 °C per motivi energetici. Il corretto funzionamento richiede un termometro e un regolatore.Perché l’accumulatore non richiede le stesse precauzioni?
L’acqua nell’accumulatore non entra in contatto diretto con le persone né si spruzza. È quindi possibile riscaldarla per lungo tempo fino a 90 °C, senza rischi igienici.Calcolo del volume – criteri per scegliere il serbatoio giusto
Difficoltà nell’individuare la capacità corretta
Uno degli aspetti più delicati nella progettazione di un sistema di riscaldamento o di produzione di acqua calda sanitaria è il dimensionamento dei serbatoi di accumulo. Un volume troppo piccolo potrebbe compromettere le prestazioni del sistema, mentre un serbatoio eccessivamente grande potrebbe risultare inefficiente e aumentare i costi energetici.
Dependenza da potenza, numero di utenti e tipo di impianto
Per i serbatoi collegati a caldaie a combustibile solido, una regola generale indica una capacità di 50–80 litri per ogni kW di potenza nominale. Una caldaia da 20 kW richiede quindi un accumulo da 1 000–1 600 litri. Per le pompe di calore, invece, il volume necessario è più ridotto: in media 15–30 litri per kW, in quanto l’accumulatore funge principalmente da bilanciatore idraulico.
Per il serbatoio TUV, il criterio di base è 50–80 litri per persona. In una famiglia di quattro persone, si arriva quindi a un volume compreso tra i 200 e i 300 litri. In caso di utilizzo intenso, ad esempio con docce multiple o una vasca idromassaggio, è consigliabile considerare il limite superiore.
Rischio di spreco e inquinamento con serbatoi eccessivi
Un serbatoio TUV troppo grande, però, può causare problemi: se non utilizzato regolarmente, l’acqua tende a stagnare, favorendo la proliferazione batterica e un consumo eccessivo di energia per il mantenimento della temperatura.
Dove e come installare i serbatoi
Qual è la posizione ideale per il puffer e il serbatoio TUV?
Per entrambi i serbatoi, la posizione ottimale è vicina alla sorgente di calore. Questo permette di ridurre la lunghezza dei tubi e di minimizzare le perdite termiche. L’isolamento di tutti i tubi che collegano la caldaia, l’accumulatore e il serbatoio TUV è fondamentale. Senza isolamento, le perdite possono arrivare a diversi kilowattora al giorno.
In che modo la posizione influenza le prestazioni?
Il puffer deve essere installato in posizione verticale per garantire una corretta stratificazione del calore. Il bollitore per acqua calda sanitaria è in genere anch’esso verticale, sebbene siano disponibili modelli orizzontali adatti a ambienti con spazi ridotti.
Come regolare le valvole di sicurezza?
La valvola di sicurezza del bollitore per acqua calda sanitaria deve essere regolata a 6 bar, mentre quella del puffer va impostata in base alla pressione del circuito di riscaldamento, generalmente 3 bar.
Analisi costi-benefici del puffer: quando conviene installarlo
Un esempio concreto: il puffer da 1500 litri
Un puffer da 1500 litri con isolamento e installazione può superare facilmente le mille euro. Prima di procedere con un investimento del genere, è essenziale valutare se ne vale davvero la pena. Se il sistema di riscaldamento è costituito da una caldaia a gas con bruciatore modulante e un impianto a pavimento, l’accumulo termico non si giustifica economicamente: il risparmio non si ripaga.Casi in cui l’investimento si ripaga
Al contrario, se si utilizza una caldaia a pellet o a legna, il puffer può ridurre notevolmente i costi a lungo termine. Il funzionamento continuo, il minor numero di accensioni e l’accumulo di calore riducono l’usura, il consumo di combustibile e gli inquinanti. Un cliente con un puffer correttamente dimensionato può risparmiare fino al 25% di combustibile.Vantaggi economici del bollitore sanitario
Per quanto riguarda la produzione dell’acqua calda, il bollitore per TUV si ripaga sempre rispetto ai modelli istantanei, purché il consumo domestico sia medio o alto. Per una famiglia con due figli, è una scelta quasi obbligata per garantire comfort e risparmio.Parametri cruciali per una scelta e un’installazione corrette
Per ottenere il massimo da un puffer, è essenziale valutare con attenzione alcuni aspetti fondamentali. In primo luogo, è necessario chiarire la funzione del puffer: non è un serbatoio per l’acqua calda sanitaria. Se si acquista un puffer e ci si aspetta che fornisca acqua calda per la doccia, si rischia di rimanere delusi.
- Dimensionamento corretto: Un puffer da 200 l non è sufficiente per una caldaia da 25 kW a legna. L’accumulo si riscalda in poco tempo e si esaurisce prima del giorno successivo, obbligando il sistema a funzionare più volte al giorno.
- Manutenzione regolare: Negli impianti con bollitore per ACS, è fondamentale installare un’anodo protettivo e sostituirlo ogni uno o due anni. Altrimenti si rischia un foro nel serbatoio.
- Installazione idraulica: Collegare il puffer senza separatore idraulico o senza valvole di bilanciamento provoca cortocircuiti e perde la stratificazione termica.
- Isolamento esterno: Un puffer non isolato perde fino a 10–15 kWh al giorno. Questo spreco compromette l’efficienza dell’intero sistema.
Per evitare costosi errori, si consiglia di affidarsi a un tecnico esperto per la progettazione e l’installazione, e di seguire le specifiche tecniche del produttore.
Un’unica soluzione per accumulo e acqua calda sanitaria
I recipienti combinati rappresentano un’alternativa pratica per le installazioni di impianti di riscaldamento di piccole dimensioni. In un unico serbatoio si integrano le funzioni di accumulo termico e produzione di acqua calda sanitaria, grazie alla presenza di un bollitore interno dedicato al TUV.
Funzionamento e caratteristiche
All’interno della vasca principale è posizionato un elemento separato, realizzato in acciaio inox o con guarnizione smaltata, in cui l’acqua destinata al TUV viene riscaldata. L’acqua di riscaldamento del puffer circola intorno a questo elemento, permettendo la contemporanea gestione delle due funzioni.
I vantaggi principali di questa soluzione sono il risparmio di spazio all’interno della caldaia e una minore quantità di componenti necessari, come valvole e tubazioni. Tuttavia, rispetto a due serbatoi separati, si registra un rendimento leggermente inferiore. Questo è dovuto alle limitazioni di dimensioni e capacità del bollitore interno, che rappresenta sempre un compromesso.
I recipienti combinati sono quindi ideali per impianti di piccole dimensioni, dove lo spazio disponibile è limitato.
Domande comuni sui serbatoi e sull’acqua calda
Ecco alcune domande ricorrenti relative all’utilizzo dei puffer, serbatoi ACS e anodi protettive, con spiegazioni chiare e precise.
- Il puffer non è destinato alla produzione di acqua calda sanitaria.
- Con una pompa di calore è quasi sempre consigliato un puffer come bilanciatore idraulico.
- L’anodo protettiva va controllata e sostituita regolarmente, ogni 1–2 anni.
- Una temperatura inferiore nel serbatoio ACS non garantisce sicurezza igienica.
- Un accumulatore non è economicamente conveniente per impianti con caldaia a gas tradizionale.
- I serbatoi combinati sono utili in spazi ridotti, ma non sempre sono la scelta migliore.
Qual è la funzione del puffer e perché non è adatto all’acqua potabile?
Il puffer immagazzina l’acqua calda di riscaldamento, che fa parte di un circuito chiuso e non è destinata al consumo né al contatto diretto con le persone. Prelevare acqua da questo serbatoio per la doccia comporta il rischio di introdurre acqua fredda nel sistema, causando problemi di corrosione e intasamento. Per soddisfare le esigenze di acqua calda sanitaria, è necessario utilizzare un bollitore dedicato per TUV, che può essere autonomo oppure integrato in un recipiente combinato.
Qual è il ruolo del puffer in un sistema con pompa di calore?
Le pompe di calore moderne richiedono spesso un puffer come bilanciatore idraulico, con una capacità che va da 10 a 30 litri per ogni kW di potenza. Questo permette di evitare cicli di accensione frequenti, che riducono la durata del compressore. In alcuni casi, però, un modulo idraulico integrato nella pompa di calore potrebbe rendere il puffer non necessario. Si consiglia comunque di verificare le specifiche fornite dal produttore.
Come gestire la sostituzione dell’anodo protettiva in un bollitore?
L’anodo in lega di magnesio va controllata ogni 1–2 anni e sostituita quando il diametro si riduce a meno di un terzo del valore originale. In aree con alta durezza dell’acqua, il consumo avviene più velocemente. Si consiglia di utilizzare anodi con controllo visivo, come l’anodo 5/4" × 400 mm con tappo zincato, che permette di verificare lo stato senza svuotare il bollitore.
Quali sono i rischi di mantenere una temperatura bassa in un serbatoio ACS?
Un serbatoio ACS con una temperatura inferiore a 60 °C non garantisce una disinfezione efficace e favorisce la proliferazione di batteri come la legionella. La temperatura ideale è 60 °C, con cicli di disinfezione settimanali a 70 °C. L’acqua calda viene poi raffreddata a una temperatura sicura tramite un miscelatore termostatico. Non si deve mai abbassare la temperatura del serbatoio solo per risparmiare energia – i rischi sanitari superano di gran lunga il risparmio economico.
È possibile aggiungere un accumulatore a un impianto esistente con caldaia a gas?
Tecnicamente è possibile, ma economicamente non è quasi mai conveniente. Una caldaia a condensazione a gas modulante regola in autonomia la potenza in base al carico, rendendo l’accumulatore inutile. L’unica eccezione si verifica quando si vuole integrare un’altra sorgente di calore, come pompa di calore o pannelli solari termici.
Cos’è un serbatoio combinato e in quali casi è utile?
Un serbatoio combinato unisce in un’unica struttura l’accumulatore e il serbatoio ACS. All’interno c’è uno strato dedicato all’acqua calda sanitaria, circondato dall’acqua di riscaldamento. È una soluzione compatta ideale per spazi limitati. Tuttavia, quando lo spazio lo permette, si preferiscono due serbatoi separati per maggiore flessibilità e precisione nella gestione delle esigenze termiche e sanitarie.
La scelta errata tra accumulatore e serbatoio ACS causa problemi tecnici
Errore comune: utilizzare il dispositivo sbagliato per le esigenze specifiche
Un errore frequente in fase di installazione riguarda la confusione tra accumulatore e serbatoio ACS. Questi dispositivi svolgono funzioni distinte: l’accumulatore ottimizza il circuito di riscaldamento, il serbatoio ACS garantisce il comfort nell’erogazione dell’acqua calda sanitaria. Sostituirli o utilizzarli in modo errato può compromettere l’efficacia del sistema.
Soluzione: adottare il dispositivo adatto alle caratteristiche dell’impianto
Per una caldaia a gas e una famiglia media, un serbatoio ACS da 150–200 litri è sufficiente. Se l’impianto utilizza combustibile solido, pompa di calore o collettori solari termici, invece, l’accumulatore è fondamentale. In presenza di una sorgente combinata o in case di grandi dimensioni, è consigliabile utilizzare entrambi.
Raccomandazione per una lunga durata: installare l’anodo isolato
Non dimentichi mai di installare correttamente l’anodo isolato nel serbatoio ACS: è una misura economica che contribuisce a prolungarne la vita di decenni. Per ulteriori informazioni su dimensionamento, scelta e installazione, consulti gli articoli successivi di questo Centro informativo.
Ci sono dubbi? Ecco le risposte utili
Non riesce a scegliere il sistema migliore per la Sua casa?
Scrivici, il nostro supporto è a Sua disposizione per aiutarla nella scelta.
Ha bisogno di chiarimenti su un prodotto o installazione?
Contattaci – troveremo insieme la soluzione adatta alle Sue esigenze.
Sta affrontando un problema specifico con il sistema di riscaldamento?
Inviaci una richiesta: siamo pronti a offrire un supporto personalizzato.
