Installazioni multizonali
Presupposti
La suddivisione dell'installazione termica in zone è una soluzione ideale per un edificio in cui in diverse sue parti vi sono esigenze diverse per quanto riguarda il comfort termico o periodi di utilizzo diversi. Le singole zone possono costituire unità abitative oppure, come già detto in questa pubblicazione in relazione ai sistemi autonomi, le loro parti: zona diurna, zona notturna, zone abitate solo in periodi irregolari.
Ogni installazione di zona è dotata di un termostato ambiente, sul quale è possibile impostare la temperatura desiderata (vedi figura 1.8).
Vantaggi delle installazioni suddivise in zone
La suddivisione dell'installazione termica in più zone (la più comune è la zona diurna e la zona notturna) ha un effetto positivo sul comfort termico e risulta più economica dal punto di vista energetico.
Realizzazione delle installazioni suddivise in zone
Le installazioni a più zone possono essere realizzate in diversi modi, tra cui le seguenti applicazioni più comuni:
1. utilizzo di una valvola di zona (con o senza microinterruttori finali)
2. utilizzo di pompe di circolazione (elettriche)
Nel primo caso ogni termostato agisce attraverso una valvola di zona, la quale ha il compito di aprire e chiudere l'approvvigionamento di acqua calda ai corpi scaldanti della zona in base alle esigenze dell'ambiente/spazio specifico. Il calore quindi si genera in una quantità rigorosamente richiesta per raggiungere il comfort termico desiderato. Per completare, vedi figura 1.9.
Nel secondo caso le pompe elettriche sono controllate dai termostati, come mostrato nella figura 1.10. Nella schematizzazione menzionata, l'uso di un dispositivo chiamato anulide non è necessario nel primo caso (valvola di zona al posto della pompa).
L'anulide è un elemento installativo molto importante nei circuiti idraulici e può essere incontrato con diversi nomi: "bilanciatore idraulico di pressione"; "miscelatore idraulico" e simili.
Si tratta di un collettore aperto, in cui la comunicazione avviene tra l'uscita della caldaia e il ritorno del sistema di riscaldamento, e che separa idraulicamente il circuito primario - circuito caldaia (caldaia - anulide) dal circuito secondario - circuito di consumo (anulide - sistema di riscaldamento). In questo modo, nel circuito primario - circuito caldaia, si garantisce la circolazione generata dalla pompa della caldaia (ossia la pompa di circolazione, che è integrata nella caldaia), mentre nel circuito secondario - circuito di consumo si garantisce il necessario dislivello termico (e quindi anche il corretto flusso d'acqua), che verrà definito dall'ingegnere termico.
L'installazione di un bilanciatore idraulico è necessaria quando la caldaia stessa non riesce a garantire il flusso richiesto dal sistema:
in tal caso l'acqua proveniente dalla caldaia viene miscelata (in un anulide correttamente dimensionato) con una parte dell'acqua che ritorna dal circuito di consumo, grazie al quale la circolazione nel circuito secondario aumenta in modo sensibile rispetto alla circolazione nel circuito primario.
Funzione dell'anulide
• Ridurre o compensare l'effetto negativo del sovradimensionamento del collettore generato da pompe di circolazione esterne, che influenzano in modo indesiderato il funzionamento del relè di pressione della pompa nella caldaia
• prevenire eventuali flussi indesiderati che potrebbero verificarsi nelle zone servite dalla pompa di circolazione della caldaia. Al contempo (a differenza delle installazioni a zone con valvole di zona) l'anulide offre la possibilità di aumentare la circolazione nelle singole zone.
Nelle illustrazioni schematiche delle figure 1.9 e 1.10, per quanto riguarda la temperatura dell'acqua, le installazioni a zone possono essere realizzate in due modi:
a) con la stessa temperatura dell'acqua;
b) con temperature diverse dell'acqua, così detti sistemi misti.
Negli entrambi i casi le soluzioni installative sono molto diverse tra loro.



