Supporto per tetto piano vs. tetto inclinato vs. parete – confronto tra sistemi di fissaggio dei collettori
Scelta corretta del sistema di fissaggio: chiave per la durata del sistema solare
Un fissaggio preciso e duraturo garantisce l’efficacia e la longevità di un sistema solare, anche con componenti di alta qualità. Un portale scelto in modo errato può compromettere l’intero impianto, causando problemi come allentamento, corrosione o spostamenti del collettore.
La maggior parte della letteratura tecnica si concentra sui componenti principali – collettore, serbatoio e pompa – trascurando il sistema di fissaggio. In realtà, la scelta e l’installazione corrette del fissaggio sono decisive: un portale installato con precisione mantiene l’impianto funzionante per decenni, mentre una cattiva installazione può causare danni anche al collettore più pregiato.
In questo articolo si presenta un confronto tra i tre tipi principali di fissaggio – per tetto piano, tetto inclinato e parete – analizzandoli in base a staticità, facilità di installazione, durata, costo e fattibilità pratica. Vengono inclusi valori numerici specifici, errori frequenti e situazioni tratte da esperienze reali.
Quali criteri devono rispettare i sistemi di fissaggio per i collettori solari
Un sistema di fissaggio non è solo un mezzo per ancorare i collettori al tetto, ma un componente essenziale per garantire sicurezza, efficienza e durata nel tempo. Deve soddisfare diversi requisiti tecnici:
- Supportare correttamente il peso dei pannelli
- Resistere ai carichi causati dal vento
- Garantire l'inclinazione ideale per l'efficienza solare
- Preservare l'isolamento idrico del tetto
- Compensare le deformazioni termiche
Come si distribuisce il carico del peso del collettore?
I pannelli solari pesano in media tra 30 e 55 kg per unità. Il fissaggio deve trasferire questo carico alla struttura portante senza compromettere la stabilità del tetto né causare danni all'involucro edilizio.
Quali carichi di vento devono sopportare i fissaggi?
Secondo la norma UNI EN 1991-1-4, il sistema deve resistere a trazioni e pressioni orizzontali del vento. Per tetti piani si registrano valori compresi tra 0,8 e 1,5 kN/m², con valori più elevati su tetti inclinati esposti.
Perché l'inclinazione gioca un ruolo cruciale?
Per il clima italiano, l’inclinazione ideale dei pannelli varia tra 35° e 45°. Il fissaggio deve permettere di raggiungere questa posizione e mantenerla nel tempo.
Come si evita il rischio di perdite d'acqua?
Ogni punto di fissaggio rappresenta un potenziale punto di infiltrazione. Per evitare perdite, il sistema deve essere concepito in modo da non compromettere l'isolamento idrico del tetto.
Come si compensano le variazioni termiche?
I profili in alluminio si espandono tra inverno ed estate di 3–4 mm per metro. Le giunzioni devono permettere questa espansione senza causare deformazioni o rotture.
Problemi comuni nell’installazione di collettori su tetti piani
L’installazione di collettori solari su un tetto piano presenta una serie di sfide tecniche che richiedono una progettazione precisa. Anche se in apparenza sembra un’opzione semplice, l’assenza di una inclinazione naturale rende necessaria l’adozione di soluzioni specifiche per garantire stabilità e sicurezza. La scelta tra fissaggio e peso è cruciale e dipende da fattori strutturali e ambientali del tetto.
Carico e stabilità: quando il peso non basta
I sistemi a ballast si basano sull’equilibrio del peso del portale e di elementi aggiuntivi in cemento o plastica. Tuttavia, per due collettori disposti con un'inclinazione di 35°, è necessario un carico di 120–200 kg di pesi, a cui si aggiunge il peso dei collettori stessi, per un totale di 250–300 kg concentrati su una superficie di circa 2 × 2 m. Non tutti i tetti piani sono in grado di sopportare un carico così elevato. Inoltre, per installazioni superiori a 3 collettori, spesso si richiede una valutazione statica del tetto, soprattutto da parte di assicurazioni e uffici comunali. È inoltre importante rispettare una distanza minima di 50 cm, preferibilmente 80–100 cm, dalla grondaia per non compromettere la struttura esterna del tetto.
Un kit completo per il fissaggio di collettori su tetti piani con inclinazione fino a 15° è disponibile in Set di fissaggio per collettori su tetto piano fino a 15° per collettore KS 2100F 1,82 m². Per un ampliamento futuro, è disponibile il portale base per i primi 2 collettori su tetto piano / inclinazione fino a 15° / 1,82 m².
Soluzioni di fissaggio quando il peso non è fattibile
Quando il sistema a ballast non è realizzabile a causa di limiti strutturali, condizioni climatiche estreme o dimensioni ridotte del tetto, si adottano metodi di fissaggio fisico. Questi richiedono l’attraversamento dell’isolamento idrico, con la necessità di sigillare correttamente ogni punto di fissaggio. I metodi comunemente utilizzati includono:
- Fixing chimici nel solaio di cemento sottostante – affidabili ma invasivi
- Fissaggi meccanici con guarnizioni EPDM – veloci, ma richiedono una precisa esecuzione
- Utilizzo della grondaia come punto di fissaggio – non danneggia il tetto, ma limita la posizione del portale
Per saperne di più sul fissaggio senza danni all’isolamento idrico, consultare l’articolo Come fissare correttamente il portale dei collettori sul tetto senza danneggiare l'isolamento idrico nel Centro di Conoscenza.
Quali opzioni di fissaggio sono disponibili per i tetti inclinati?
Che differenze esistono tra fissaggio sopra le travi e sistema integrato?
I tetti inclinati in Italia sono la soluzione più comune, con inclinazioni che vanno da 15° (come nelle mansarde) fino a 55° (tipico di aree montane). Per fissare i collettori su questi tetti si utilizzano due metodi principali: il fissaggio sopra le travi (on-roof) e l'installazione integrata (in-roof).
Che vantaggi e svantaggi presenta il fissaggio sopra le travi?
Il fissaggio sopra le travi colloca i collettori su guide fissate alle travi del tetto, utilizzando ganci adatti al tipo di copertura (es. tegole in cemento, smaltate o lamiera ondulata). Il vantaggio principale è che il sistema è facilmente accessibile, riparabile e smontabile senza danni al tetto. Lo svantaggio principale è estetico: il collettore sporge rispetto alla superficie del tetto, il che potrebbe non soddisfare alcuni clienti. Tuttavia, si tratta tecnicamente del sistema più robusto per tetti inclinati.
Che cosa richiede un sistema integrato e quando è consigliabile?
L'installazione integrata colloca i collettori direttamente nel piano del tetto, sostituendo una parte della copertura. Dal punto di vista estetico è una soluzione pulita, ma tecnicamente complessa. Richiede:
- Una precisa sincronizzazione con la costruzione dell’intero tetto (tipicamente in nuove costruzioni)
- Speciali telai con listelle integrate per il collegamento al tetto
- Una soluzione specifica per il ponte termico tra collettore e travi
- Per interventi futuri, sarà necessario smontare parzialmente il tetto
Per questo motivo, consigliamo il sistema integrato solo quando l'estetica è prioritaria e il cliente è consapevole dei costi elevati e della difficoltà di manutenzione.
Come influisce l'inclinazione del tetto sul rendimento dei collettori?
È importante sapere che l'inclinazione del tetto non corrisponde a quella ideale per i collettori. Per un funzionamento ottimale annuale, si raccomanda un'inclinazione tra 35° e 45°, mentre per l’estate basta tra 20° e 30°. Su tetti inclinati, si accetta spesso un compromesso: il collettore è inclinato come il tetto. Una deviazione di 5–10° riduce la produzione annuale solo del 3–7%, un valore accettabile.
Tuttavia, su tetti molto ripidi (oltre 55°), il collettore diventa troppo verticale. Questo riduce la potenza in estate, anche se le prestazioni in inverno migliorano. In questi casi è preferibile una soluzione a parete o l’uso di supporti sopra trave con distanziatori per modificare l’inclinazione del collettore.
Una soluzione spesso trascurata: l’installazione su parete dei collettori solari
Immaginiamo un edificio con un tetto compromesso da anni di utilizzo, forse con travi marcite o impermeabilizzazione non ottimale. In questo caso, installare i collettori solari sul tetto richiederebbe interventi strutturali costosi. Ecco che l’alternativa di montaggio su parete diventa non solo fattibile, ma anche preferibile. L’installazione su parete, benché meno comune, è una scelta tecnica seria, adatta a diversi contesti edilizi.
Quali situazioni rendono preferibile la parete al tetto
Alcuni casi concreti evidenziano quando installare i collettori su una superficie verticale è la decisione più sensata:
- Ristrutturazioni con tetto fragile: Un tetto datato con travi indebolite non è un ambiente sicuro per l’installazione di pannelli pesanti. Montare i collettori su parete elimina la necessità di restauri strutturali.
- Orientamento poco favorevole del tetto: In presenza di una superficie orientata a nord, oppure quando il lato sud presenta solo strutture secondarie, la parete diventa la scelta più profittevole per l’esposizione solare.
- Zone ventose o montane: Le parete, in questi ambienti, si trovano spesso riparate da muri di fondazione, attici o vicini edifici, riducendo gli sforzi meccanici da vento.
- Edifici a basso consumo energetico: In inverno, l’inclinazione bassa del sole rende i collettori verticali (80–90°) più efficienti rispetto a quelli installati su tetto inclinato.
Condizioni strutturali per un montaggio su parete sicuro
La parete deve possedere una capacità portante sufficiente. Un pannello di dimensioni standard pesa tra 35 e 50 kg, e richiede un sistema di fissaggio solido. Ecco i passaggi fondamentali:
- Utilizzo di ancore chimiche di almeno M10, con un’ancoraggio minimo di 100 mm nel materiale strutturale (muro o cemento).
- Fissaggio di profili verticali a piastre di ancoraggio.
- Supporti orizzontali per sostenere i collettori.
- Nel caso di isolamento ETICS: utilizzo di console speciali che attraversino l’isolamento e si fissino direttamente al muro, garantendo un distanziamento termico efficace con materiali come acciaio inox o compositi.
Un ulteriore vantaggio dell’installazione a parete è l’accessibilità. I collettori si trovano ad un’altezza raggiungibile con una scala o una piattaforma, senza dover salire sul tetto. Questo facilita le ispezioni e la manutenzione, un aspetto apprezzato sia dagli operatori tecnici che dai proprietari.
Scelte proattive per un sistema modulare e duraturo
Uno dei fattori decisivi nella progettazione di un impianto solare è la sua capacità di evolversi nel tempo. Non sempre si considera l’estendibilità durante l’installazione iniziale, con il risultato che, in seguito, si incontrano limiti strutturali imprevisti.
Parametri fondamentali per progettare un sistema estendibile
- Supporto strutturale: dimensionarlo sulla base della capacità massima prevista, anche se al momento si installano solo due collettori su quattro;
- Guida del tetto: scegliere una lunghezza sufficiente per permettere l’inserimento di ulteriori supporti;
- Peso morto: calcolare correttamente il carico per garantire stabilità anche in caso di estensione;
- Tipo di tetto: su piano, prevedere il telaio di base; su inclinato, lasciare spazi per futuri componenti.
Eviti di ritrovarsi a dover smontare parte del sistema in seguito. Per un’estensione futura, esiste un Supporto per l'installazione di un ulteriore collettore, compatibile con il supporto principale esistente. Per un impianto completamente nuovo, si consiglia il Supporto per l'installazione di due collettori come punto di partenza.
| Criterio | Tetto piano | Tetto inclinato | Muro / Facciata |
|---|---|---|---|
| Ottimizzazione dell'inclinazione | ✅ Libera (supporto regolabile) | ⚠️ Fissa – determinata dall'inclinazione del tetto | ⚠️ Fissa – in genere 90° ± piccola correzione |
| Rischio di compromissione dell'isolamento idrico | ⚠️ Basso (peso morto) / Medio (ancoraggio) | ⚠️ Medio (ganci attraverso la copertura) | ✅ Molto basso |
| Portanza – richieste | ⛔ Alta (peso 120–200 kg) | ✅ Bassa – travi portanti comuni | ✅ Bassa – la muratura lo sopporta facilmente |
| Resistenza al carico del vento | ⚠️ Critica – necessario calcolo | ⚠️ Media – dipende dalla posizione | ✅ Migliore – il muro protegge |
| Estetica | ✅ Nascosta, invisibile | ⚠️ Visibile (sopra il tetto) | ⛔ Elemento dominante della facciata |
| Accessibilità per manutenzione | ✅ Semplice – accesso dal tetto | ⚠️ Media – movimento su tetto inclinato | ✅ Semplice – scala / piattaforma |
| Costo del sistema di fissaggio | Medio–Alto | Basso–Medio | Basso–Medio |
| Adatto all'estensione del sistema | ✅ Eccellente – facile aggiungere un altro supporto | ✅ Buona – estensione con guide | ⚠️ Limitata – dipende dalla superficie del muro |
Soluzioni pratiche per installazioni solari in situazioni complesse
Gli impianti di riscaldamento solare dell’acqua devono spesso affrontare condizioni particolari, come strutture danneggiate, orientamenti non ideali o superfici con pendenza limitata. In questi casi, è fondamentale scegliere soluzioni tecniche specifiche e ben calcolate per garantire efficienza e sicurezza a lungo termine. Di seguito presentiamo alcuni esempi reali che illustrano le problematiche e le soluzioni adottate.
Posizionamento di collettori su superfici piane con basso attrito
In un tetto piano dotato di membrana in PVC, l’attrito ridotto tra la guarnizione in gomma e la superficie ha causato uno spostamento del sistema di montaggio, composto da due collettori e 140 kg di ballast. In una sola stagione invernale, il dispositivo si è spostato di circa 6 cm a causa del vento e della neve. Per evitare questa problematica, è possibile utilizzare tappeti antisdrucciolo in EPDM con superficie strutturata, combinare il ballast con fissaggi perimetrali o effettuare un calcolo del carico del vento specifico per l’ubicazione dell’edificio.
Installazione su un tetto con travi compromesse
Un cliente aveva intenzione di installare un sistema solare su un tetto in tegola, ma durante l’ispezione si è rilevato che le travi esterne erano danneggiate da tarli. Posizionare ganci di fissaggio su tali travi avrebbe rappresentato un rischio. Le opzioni includivano la sanificazione e sostituzione delle travi danneggiate oppure spostare l’installazione su una superficie esterna più solida, come la facciata del garage. Alla fine, il cliente ha preferito questa seconda opzione, evitando costosi interventi di riparazione.
Impianto su tetto inclinato orientato a 30° da sud
Un cliente temeva che l’orientamento del tetto non fosse ottimale, considerando l’installazione di un sistema a facciata più costoso. Tuttavia, i calcoli hanno dimostrato che una deviazione di 30° da sud riduce il rendimento annuo solo del 8–12 %, corrispondente a una differenza di 200–350 kWh per una famiglia di 4 persone. L’investimento in un sistema a facciata non si sarebbe ripagato nemmeno in 15 anni. L’opzione più conveniente si è rivelata l’installazione standard sul tetto orientato a sud-est.
Sistema per collettori KS 2100F su tetto piano
Per una casa unifamiliare con tetto piano e inclinazione di 8°, abbiamo utilizzato il completo Portacollezioni per 2 collettori – tetto piano, adatto ai collettori KS 2100F con superficie di 1,82 m². Due collettori installati con un inclinazione di 40°, per un totale di 3,64 m², hanno soddisfatto circa il 60–70 % del fabbisogno annuo di acqua calda per una famiglia di 4 persone, in linea con la norma progettuale tipica per il centro della Slovacchia.
Scelta del materiale per i portacollezioni
- Alluminio anodizzato: leggero, resistente e duraturo
- Acciaio zincato: economico ma con limiti strutturali
- Plastica e compositi: adatti per accessori, non per componenti principali
Perché l'alluminio è una scelta preferita?
L’alluminio anodizzato è il materiale più utilizzato per i portacollezioni moderni. La sua leggerezza (densità 2,7 g/cm³) lo rende facile da installare, mentre la sua resistenza alla corrosione e la lavorabilità ne garantiscono una lunga durata: fino a 25–30 anni senza degradazione significativa, purché siano rispettate le norme di anodizzazione.Che vantaggi e svantaggi offre l'acciaio?
L’acciaio zincato è ancora utilizzato in soluzioni economiche e in contesti industriali, grazie alla sua capacità di sostenere carichi elevati. Tuttavia, pesa quasi tre volte l'alluminio (7,8 g/cm³) e presenta rischi di corrosione dello zinco (ruggine bianca) e ponti termici durante l'installazione integrata.In che modo la plastica si utilizza?
La plastica e i compositi vengono usati solo per componenti secondari come distanziali o cappucci protettivi. Non sono adatti per strutture portanti poiché il polipropilene e le plastiche non rinforzate si degradano in 10–15 anni esposte al sole e alle basse temperature.Calcolo strutturale del portacollettore in base alle condizioni climatiche
Richiesta normativa per la protezione contro il vento
Secondo il decreto legislativo n. 50/1976, in combinazione con la norma UNI EN 1991-1-4, è necessario progettare il portacollettore considerando il carico del vento specifico per la zona e per la tipologia del terreno. La Slovacchia, ad esempio, è suddivisa in 4 zone in base alla forza del vento:
- Zona I (aree riparate, posizioni a lato del vento): velocità base 22,5 m/s
- Zona II (centro del paese): velocità base 25 m/s
- Zona III (aree aperte, posizioni parzialmente elevate): velocità base 27,5 m/s
- Zona IV (montagne sopra 800 m, posizioni esposte): velocità base 30 m/s e superiore
Effetti della posizione e dell'inclinazione del tetto
La pressione esercitata dal vento sul collettore varia in base alla sua ubicazione sul tetto e all'inclinazione. Nei bordi di un tetto piano, ad esempio, la forza del vento è molto maggiore rispetto al centro. La norma prevede coefficienti differenti: cp = 1,8–2,2 per le zone di bordo e cp = 0,8–1,0 per le aree centrali.
Applicazione pratica per l'installazione
Per garantire sicurezza e stabilità, non è mai consigliabile installare i collettori a una distanza inferiore a 1,0–1,5 m dal bordo del tetto, a meno che non si effettui un'analisi statica dettagliata.
Domande frequenti sugli errori nella posa del portacollezioni
Quali conseguenze può avere una stima inaccurata del carico?
Se il peso non viene calcolato correttamente, il portacollezioni può spostarsi. Ad esempio, un vento forte ha provocato uno scostamento di 15 cm. Questo può comportare danni al collettore installato, giunti tesi o allentati, con conseguente perdita di miscela antigel.
Qual è il problema nell'utilizzare viti non adatte per l'alluminio?
Viti zincate comuni utilizzate su profili in alluminio possono causare corrosione galvanica. La coppia Zn–Al in presenza di umidità genera corrosione di contatto, con conseguente blocco dei giunti dopo 5 anni. Soluzione consigliata: utilizzare viti in acciaio inox A2 o A4.
Perché i compensatori termici sono essenziali?
Un profilo in alluminio lungo 3 m si dilata di 3,6 mm con una variazione di temperatura (ΔT) di 60°C. Senza compensatori, si generano tensioni strutturali che possono rompere i punti di fissaggio. Questo problema è spesso sottovalutato.
Come l’orientamento del portacollezioni influisce sull’efficacia?
Un montaggio girato di 180°, con il lato esposto a vento, modifica l’aerodinamica. Questo incrementa le forze di aspirazione del vento sotto il collettore, compromettendo la stabilità complessiva.
Che rischi si corrono installando fissaggi senza guarnizioni?
Senza guarnizioni, l'acqua può infiltrarsi nei fori di fissaggio. In inverno, essa gela e si scioglie ripetutamente, allargando il foro. Il gancio perde progressivamente la sua forza di trattenuta.
Guida alla scelta del fissaggio in base alle caratteristiche dell'edificio
Immaginiamo di voler installare i collettori solari su un edificio dotato di tetto piano. In questo caso, la prima domanda da porsi riguarda l'inclinazione e la portata del piano. Se l’inclinazione del tetto è inferiore a 15° e la portata minima è di almeno 200 kg/m², è possibile utilizzare un sistema ballast. In caso contrario, si deve proseguire con un'analisi diversa.
Per gli edifici con tetto inclinato orientato a sud ± 45° e con un’inclinazione compresa tra 15° e 55°, si consiglia di installare i collettori sopra le travi. Se invece il tetto non rispetta questi requisiti, si valuta l’eventuale possibilità di fissaggio su una parete a sud. Questa soluzione è adatta solo se è disponibile una superficie di almeno 2 × 1,2 m per collettore e un muro portante. In mancanza di queste condizioni, si consiglia di rivolgersi al progettista per valutare soluzioni personalizzate come sistemi combinati o portacollettori autonomi su terreno.
Criteri per scegliere il posizionamento e il fissaggio dei collettori
La corretta installazione dei collettori solari richiede un'attenta valutazione di diversi criteri tecnici, ambientali e strutturali. Di seguito vengono presentati i principali fattori da considerare, con particolare attenzione a quando e perché certe soluzioni sono preferibili ad altre.
Quando il fissaggio non è necessario: il sistema ballast
Il sistema ballast permette di installare i collettori su un tetto piano senza l'uso di viti o fissaggi diretti. Questo metodo è particolarmente indicato in assenza di limitazioni strutturali. Tuttavia, sono necessarie alcune condizioni:
- La struttura del tetto deve sostenere il peso complessivo (collettori + pesi, in media 250–350 kg per due collettori).
- In aree esposte a venti forti (Zona III e IV), si consiglia di integrare il sistema ballast con fissaggi parziali, specialmente su un lato del portacollezioni.
- Prima di procedere, è sempre bene far verificare la portata del tetto da un tecnico esperto.
Scelta dell'inclinazione ottimale: dati e raccomandazioni
L'inclinazione del portacollezioni influisce direttamente sull'efficienza energetica. I valori ottimali variano a seconda dell'uso previsto:
- Per un utilizzo annuale (acqua calda sanitaria e pre-riscaldamento), si raccomanda un'inclinazione di 35–45°.
- Per l'uso estivo (piscine o riscaldamento stagionale), si può ridurre l'angolo a 20–30°.
- I tetti piani offrono maggiore libertà nella scelta dell'inclinazione, rendendoli ideali per un'ottimizzazione precisa.
Installazione su parete: vantaggi e limiti
La collocazione dei collettori su parete è un'alternativa valida in alcune situazioni, ma presenta differenze importanti rispetto all'installazione su tetto:
- I collettori su parete (inclinazione ~90°) sono più efficienti in inverno, quando il sole è basso sull'orizzonte.
- D'estate, invece, il sole alto incide poco sui collettori verticali, riducendo il rendimento.
- Per un funzionamento annuale, l'installazione su tetto con inclinazione 35–45° è generalmente più vantaggiosa.
- Tuttavia, l'installazione a parete è ideale per gli edifici dove il tetto non è utilizzabile o dove è prioritario il contributo invernale.
Ampliamento del sistema: quando è possibile
È possibile aggiungere ulteriori collettori al sistema in un secondo momento, ma con alcune condizioni:
- I supporti devono essere stati progettati inizialmente per ospitare più collettori.
- I portacollettori modulari, come il Supporto per l'installazione di due collettori, possono essere collegati a un Supporto per ulteriore collettore senza modifiche.
- Se il peso del sistema non è sufficiente, è necessario aggiungere ulteriore ballast.
Materiali per le viti: scelta e conseguenze
Il materiale delle viti è un fattore spesso trascurato ma cruciale per la durata e la sicurezza dell'installazione:
- Usare esclusivamente viti in acciaio inossidabile della classe A2 (A4 in ambienti marini o industriali).
- Le viti zincate causano corrosione galvanica con l'alluminio anodizzato, compromettendo la struttura nel tempo.
- L'uso di inserti in plastica può ridurre, ma non eliminare, il problema.
Permessi edilizi: quando sono richiesti
Secondo la normativa vigente, non è necessario un permesso per l'installazione di collettori su singoli edifici residenziali, purché:
- L'area occupata non superi i 10 m².
- Non si modifichi l'aspetto esterno o l'altezza del tetto.
Nonostante ciò, si consiglia di notificare l'intervento all'ufficio edilizio e verificare le eventuali norme locali, soprattutto in aree protette. Per edifici commerciali o per superfici più grandi, l'annuncio è obbligatorio.
Una soluzione adatta a ogni tipo di edificio
La scelta del sistema di fissaggio non dipende da un criterio universale, ma da una serie di fattori legati all'edificio in cui verrà installato il sistema solare. Ogni progetto richiede un'analisi dettagliata che tenga conto dell’orientazione, della struttura esistente, del vento dominante nella zona e delle esigenze dell’utente. A seconda della tipologia e delle caratteristiche dell’immobile, si può optare per una soluzione specifica, sempre mirata a garantire massima sicurezza e durata nel tempo.
I sistemi installati sopra la trave inclinata sono molto comuni nelle abitazioni unifamiliari; quelli a ballast si rivelano particolarmente adatti per i tetti piani delle nuove costruzioni; infine, l'installazione a parete rappresenta un’opzione spesso trascurata, ma efficace per gli edifici con problematiche strutturali o per chi cerca un’elevata efficienza energetica in inverno.
Qualsiasi sia la tecnica scelta, il supporto deve sempre essere progettato su misura, non acquistato solo per risparmio. Si tratta infatti della base fondamentale dell’intero impianto solare: una fondazione debole compromette l’intero sistema. Un’installazione professionale e l’uso di un supporto adeguato sono quindi essenziali per garantire lunga vita al proprio impianto.
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