Collegamento della caldaia elettrica Thermona THERM EL al sistema di riscaldamento – schemi di collegamento e requisiti idraulici
Integrazione della caldaia Thermona THERM EL nel sistema di riscaldamento – criteri e schemi
Per garantire un funzionamento ottimale della caldaia elettrica Thermona THERM EL, è fondamentale prestare attenzione ai collegamenti idraulici. Anche se la caldaia è dotata di pompa circolatrice, vaso di espansione e valvola di sicurezza integrati, una progettazione impropria può causare problemi fin dalla prima stagione termica.
- Assicurare un corretto areamento del sistema
- Controllare il volume d'acqua all'interno della rete
- Posizionare correttamente il vaso di espansione
- Verificare la presenza e le dimensioni della pompa circolatrice
- Collegare opportunamente la valvola di sicurezza
- Eseguire un riempimento corretto del sistema
Perché è importante il corretto areamento del sistema?
Un sistema poco areato può causare malfunzionamenti e rumorosità, compromettendo il corretto funzionamento della caldaia e della pompa circolatrice.
Come verificare il volume d'acqua nel sistema?
Un volume d'acqua insufficiente può influire negativamente sulla capacità termica e sull'efficienza complessiva del sistema di riscaldamento.
Dove posizionare correttamente il vaso di espansione?
Il vaso di espansione deve essere installato in modo tale da permettere una corretta gestione delle pressioni generate dal riscaldamento dell'acqua.
Elenco dei componenti già integrati e di quelli necessari per l'installazione
Prima di procedere con l’installazione, è essenziale conoscere quali componenti sono già integrati nella caldaia Thermona THERM EL e quali devono essere aggiunti esternamente. Questo permette di pianificare correttamente l’impianto e di non trascurare elementi indispensabili per il corretto funzionamento.
Equipaggiamento standard incluso nella caldaia
I modelli THERM EL 8, THERM EL 15, THERM EL 23, THERM EL 30 e THERM EL 38 vengono forniti con diversi componenti integrati:
- Circolatore con velocità preimpostate (di norma a 3 livelli)
- Vaso di espansione interno da 8 litri, con una pressione iniziale di 1,0 bar
- Valvola di sicurezza regolata a 3,0 bar (pressione di apertura)
- Scarico automatico a galleggiante sul lato di uscita
- Manometro visibile frontalmente per il monitoraggio della pressione
- Sonde di temperatura per misurare il ritorno e l'uscita
- Sonda di portata per prevenire il funzionamento senza circolazione dell'acqua
Componenti richiesti durante l'installazione
Per garantire una corretta installazione, è necessario aggiungere esternamente i seguenti elementi:
- Valvola di riempimento e svuotamento (dotata di valvola di non ritorno)
- Filtro per impurità (es. separatore magnetico o filtro a rete) sul lato di ritorno
- Valvola termostatica o gruppo di mescolamento, in caso di riscaldamento a pavimento
- Un vaso di espansione aggiuntivo se il volume del sistema supera i 80 litri
- Valvole di bilanciamento sui rami, in caso di impianti a più circuiti
Vedi anche: THERM EL 8 · THERM EL 15 · THERM EL 23 · THERM EL 30 · THERM EL 38
Schema diretto con radiatori: chiarimenti utili
Qual è la configurazione idraulica più diffusa?
Il collegamento diretto tra caldaia e sistema radiatore rappresenta la soluzione più semplice e comune. Non richiede valvole di mescolamento ed è ideale per abitazioni unifamiliari con radiatori a pannello o a sezione.
A quali temperature funziona al meglio?
Questa tipologia è adatta quando il differenziale termico è di 70/50 °C o 60/40 °C, valori che garantiscono una distribuzione efficiente del calore in ambienti domestici.
Come si esegue il collegamento idraulico?
La boccola di uscita della caldaia (DN 25, filettatura G 1" interna) va connessa direttamente alla tubazione principale. La tubazione di ritorno deve tornare prima della pompa della caldaia. È obbligatorio installare un filtro di impurità vicino alla caldaia sul ritorno, per proteggere pompa e sensore di portata. La valvola di riempimento deve essere anch'essa installata sul ritorno.
La scelta corretta delle tubazioni in base alla potenza della caldaia
Immaginiamo una caldaia elettrica da 8 kW con un salto termico di 20 K. Se il tubo di alimentazione è sottodimensionato, potrebbe verificarsi un flusso insufficiente, con conseguente spegnimento ciclico della caldaia. Questo problema è comune e si verifica quando non si considera correttamente la portata minima richiesta.
La portata necessaria si calcola con la formula Q (l/min) = P (kW) × 860 / (ΔT × 60). Nel caso appena citato, otteniamo circa 5,7 l/min. La caldaia dispone di un interruttore di flusso integrato che la spegne se il flusso cade al di sotto di questo valore. Se il sistema non è ben bilanciato, potrebbe verificarsi un funzionamento intermittente, causando inutili sprechi di energia e riducendo la vita utile dell’apparecchio.
Diametri consigliati in base alla potenza e al salto termico
| Modello | Potenza massima (kW) | Portata minima (l/min) | Dimensione tubo corrispondente | Bocche della caldaia |
|---|---|---|---|---|
| THERM EL 8 | 8 kW | ≥ 5,7 l/min | DN 20 (3/4") | G 1" (DN 25) |
| THERM EL 15 | 15 kW | ≥ 10,7 l/min | DN 20–25 | G 1" (DN 25) |
| THERM EL 23 | 23 kW | ≥ 16,4 l/min | DN 25 | G 1" (DN 25) |
| THERM EL 30 | 30 kW | ≥ 21,5 l/min | DN 25–32 | G 1" (DN 25) |
| THERM EL 38 | 38 kW | ≥ 27,2 l/min | DN 32 | G 1" (DN 25) |
Per quanto riguarda le tubazioni, i collettori del caldaio sono standardizzati in G 1", anche per le caldaie di potenza maggiore. Se si progetta un tubo con diametro DN 32, è necessario effettuare una riduzione immediatamente dietro il collettore e assicurarsi che la sezione di espansione successiva sia sufficientemente lunga per evitare problemi di circolazione e accumulo d’aria.
Combinare impianti a radiatori e a pavimento: criteri per la scelta dello schema
Nelle abitazioni moderne e ristrutturate si tende a unire un circuito a radiatori ad alta temperatura con un circuito a pavimento a bassa temperatura. Questa configurazione richiede attenzione nel dimensionamento e nella selezione dei componenti, specialmente se si utilizza un caldaio come il THERM EL 23.
Criteri di scelta e verifiche da effettuare
- Assicurarsi che l’impianto includa una valvola termostatica a tre vie con pompa dedicata per il circuito a pavimento.
- Verificare la compatibilità tra la pompa integrata del caldaio (C1) e la pompa secondaria del riscaldamento a pavimento (C2).
- Osservare la regolazione della temperatura dell’acqua per il riscaldamento a pavimento, che deve essere compresa tra 30 e 45 °C.
- Evitare la sovrapposizione delle pompe, poiché può causare malfunzionamenti, come il calo della portata nei radiatori.
- Controllare la compensazione esterna e l’ambiente per garantire un regolamento preciso.
Suggerimento pratico
Nella pratica, si è verificato che con il THERM EL 23 installato in abitazioni con riscaldamento a pavimento aggiunto successivamente, la pompa C2 poteva interferire con il circuito principale. La soluzione adottata è stata l’inserimento di un separatore idraulico. Ne parlerò più dettagliatamente nella prossima parte.
Vedi anche: THERM EL 23
Quando è indispensabile utilizzare un separatore idraulico
Il separatore idraulico, conosciuto anche come low-loss header, è una componente essenziale in molti impianti di riscaldamento, soprattutto quando sono presenti diversi circuiti secondari. È necessario installarlo in tutti i casi in cui si verificano specifiche condizioni, garantendo un corretto funzionamento del sistema THERM EL.
Questo elemento, che funge da breve collettore, permette una separazione tra il circuito primario (caldaia) e i circuiti secondari (di prelievo), evitando che i loro flussi si influenzino reciprocamente. L’utilizzo del separatore idraulico è obbligatorio quando:
- Vi sono più circuiti secondari dotati di pompe autonome
- Il flusso complessivo dei circuiti secondari può superare il flusso della pompa integrata del caldaio
- Il sistema include un riscaldamento a pavimento esteso (superficie > 80 m²)
- È presente un bollitore per ACS con pompa di caricamento
- Il caldaio THERM EL viene abbinato a un accumulatore
Per funzionare correttamente, la deviazione idraulica deve essere dimensionata in modo che la velocità dell’acqua al suo interno non superi 0,1–0,15 m/s. Questo impedisce la dispersione degli strati termici e assicura che ogni circuito riceva l’acqua a temperatura appropriata. Per il modello THERM EL 38, è consigliabile una deviazione con diametro DN 50 e lunghezza minima di 400 mm.
Quando è necessario aggiungere un vaso di espansione esterno
- Il vaso interno della caldaia ha una capacità di 8 litri e una pressione preimpostata di 1,0 bar.
- Questo è sufficiente per sistemi con un volume d'acqua fino a 70–80 litri.
- Per sistemi più grandi, è necessario un vaso esterno.
- La formula di stima per il calcolo è V_EN (l) = V_s × 0,05.
- I vasi esterni vanno installati sulla tubazione di ritorno, vicino alla caldaia.
- La pressione preimpostata deve considerare l’altezza statica del sistema e una riserva di sicurezza.
Qual è la capacità del vaso interno?
Il vaso di espansione integrato ha una capacità di 8 litri e una pressione preimpostata di 1,0 bar. Questo volume è progettato per coprire sistemi con un totale d’acqua fino a circa 70–80 litri. Oltre questa soglia, è necessario integrare il sistema con un vaso esterno.Come calcolare la capacità necessaria?
Per determinare la capacità richiesta del vaso, moltiplicare il volume d’acqua del sistema (V_s) per il coefficiente di dilatazione dell’acqua (0,0287 per un intervallo di temperatura da 10 a 80 °C), quindi dividere per l’efficienza del vaso, che dipende dalla pressione preimpostata e da quella massima. Una formula semplificata è V_EN (l) = V_s × 0,05. Questo significa che ogni 100 litri d’acqua richiedono almeno 5 litri di capacità di espansione.Quali sono le situazioni in cui è richiesto un vaso esterno?
Per impianti in case più grandi o dotati di riscaldamento a pavimento, in cui sono presenti grandi quantità d’acqua, è spesso necessario aggiungere un vaso esterno. L’installazione va effettuata sulla tubazione di ritorno, il più vicino possibile alla caldaia e prima della pompa. La pressione preimpostata deve rispettare l’altezza statica del sistema: 0,1 bar per ogni metro più una riserva di 0,2 bar. Ad esempio, in una casa a due piani con un’altezza di 5 m, la pressione preimpostata dovrà essere di 0,7 bar.Importanza di un corretto smaltimento della valvola di sicurezza
Una valvola di sicurezza integrata con soglia di apertura a 3,0 bar installata sul tubo di uscita della caldaia richiede un’adeguata canalizzazione di scarico. In assenza di questa, si possono verificare gravi conseguenze.
Rischio derivante da un'uscita non correttamente condotta
Se la tubazione non è connessa a uno scarico sicuro, ad esempio in un canale fognario o sopra un lavello, l’acqua rilasciata in caso di apertura della valvola (pressione > 3 bar) potrebbe disperdersi nell’ambiente. Questo scenario, purtroppo frequente, comporta pericoli per la sicurezza e il rischio di danni alle strutture.
Condizioni ottimali per l'installazione della valvola
La valvola di sicurezza non deve essere preceduta da elementi di chiusura né collegata direttamente al fognario senza un'interruzione d'aria. Questa misura è essenziale per prevenire il risucchio accidentale di acqua di scarico nel sistema, in caso di depressione.
Schema con puffer: funzionamento e considerazioni tecniche
Come funziona il sistema con un serbatoio di accumulo e caldaia elettrica?
Un serbatoio termico di accumulo (o puffer) si carica quando i pannelli fotovoltaici generano surplus o durante la tariffa HDO. La caldaia elettrica può quindi rimanere spenta più a lungo, e il calore richiesto viene recuperato direttamente dal puffer. Questo sistema è diffuso in soluzioni come quelle della serie THERM EL 30 e nelle installazioni con potenze superiori.
Come è organizzato il collegamento idraulico con un puffer?
L’impianto segue un layout simile a una deviazione idraulica: la caldaia è nel circuito primario, il puffer (300–1 000 litri) agisce come separatore idraulico, e i circuiti secondari (radiatori, pavimento, TUV) sono collegati dopo il serbatoio. Due sensori registrano la temperatura dell'acqua nel puffer – uno in alto e uno in basso – per controllare l’attivazione della caldaia in base allo stato di carica.
Cosa bisogna considerare quando si utilizza un puffer da 500 litri o più?
Con un puffer di almeno 500 litri, il volume totale d’acqua nel sistema può raggiungere 600–800 litri. In questo caso, il vaso di espansione interno (8 litri) non è sufficiente. Si rende necessario installare un vaso di espansione esterno con capacità compresa tra 30 e 50 litri.
Problemi di accumulo d'aria in caldaie elettriche e come affrontarli
Un caso tipico riguarda la caldaia elettrica Thermona THERM EL, dove l’accumulo d’aria nel circuito di circolazione può causare diversi problemi. Questo fenomeno, più frequente rispetto alle caldaie a gas a causa di un sistema termico meno esteso, ha conseguenze dirette sulla sua efficienza e durata. Ad esempio, durante il funzionamento si possono sentire rumori anomali come bollore e gorgogliamento nei tubi. Inoltre, l’aria può compromettere la corretta lettura del sensore di portata, inducendo la caldaia a spegnersi prematuramente.
Per evitare questi inconvenienti, è fondamentale eseguire correttamente l’operazione di areazione. Ecco i passaggi principali:
- Riempire il sistema con acqua fredda alla pressione di 1,5 bar
- Aprire le valvole di scarico aria su tutti i radiatori, partendo da quello più basso
- Accendere la caldaia in una potenza minima, mantenendo in funzione la pompa per 10–15 minuti
- Ripetere l’apertura delle valvole per liberare l’eventuale aria residua
- Verificare la pressione nel sistema e, se necessario, aggiungere acqua
- Ripetere i passaggi 3–5, quindi chiudere la valvola di riempimento
- Accendere la caldaia in potenza operativa e monitorare il manometro per 30 minuti
Gli scaricatori automatici d’aria devono rimanere aperti per i primi giorni di utilizzo. Successivamente, se la tipologia lo consente, possono essere chiusi e sigillati.
Parametri chimici essenziali per garantire la durata degli impianti
La qualità dell'acqua utilizzata negli impianti di riscaldamento svolge un ruolo chiave per prevenire danni causati da corrosione e incrostazioni. Ecco i criteri fondamentali da verificare:
- Durezza: non superiore a 2,0 mmol/l (circa 20 °dH). Acque più dure richiedono trattamento con addolcitori
- pH: compreso tra 7,5 e 9,0 a 25 °C per garantire stabilità chimica
- Cloruri: massimo 50 mg/l per evitare aggressione metallica
- Ossigeno disciolto: non superiore a 0,1 mg/l, eliminabile con degasificazione o sigillatura ottimale
Nelle zone con elevata durezza (ad esempio Bratislava), la concentrazione arriva a 3–5 mmol/l. In questi casi, la formazione di calcare compromette rapidamente i moduli resistivi: uno strato di 1 mm può innalzare la temperatura superficiale di decine di gradi, causando rotture o bruciature. Per preservare la funzionalità del sistema, si consiglia un addolcitore integrato, un riempimento iniziale con acqua distillata o l’aggiunta di un inibitore di corrosione.
Determinare la pressione iniziale per garantire la corretta funzionalità del sistema
Per evitare problemi di sovrappressione e perdite, è fondamentale impostare correttamente la pressione iniziale del sistema. La regola pratica prevede di riempire il sistema a una pressione pari a quella predefinita del vaso di espansione più 0,2 bar. Ad esempio, se il vaso di espansione ha una pressione preimpostata di 1,0 bar, il sistema deve essere riempito a 1,2 bar.
La pressione operativa ideale del sistema freddo (a 20 °C) si attesta intorno a 1,0–1,5 bar. Al momento dell’aumento della temperatura a 70–80 °C, in un sistema chiuso, la pressione cresce di circa 0,4–0,8 bar, a seconda del volume d’acqua e del tipo di vaso di espansione. La pressione operativa del sistema caldo si colloca tra 1,5 e 2,5 bar. Se la pressione iniziale è impostata a 2,0 bar, durante il riscaldamento potrebbe superare i 3,0 bar, causando l’apertura della valvola di sicurezza, con conseguente spreco d’acqua e usura prematura del componente.
Una pressione nel sistema freddo inferiore a 0,8 bar indica la presenza di perdite d’acqua o di aria nel vaso di espansione.
Errori comuni nella progettazione e installazione di impianti idraulici
Ecco una sintesi di alcuni errori ricorrenti osservati in anni di esperienza nel settore:
- Installazione di valvole di chiusura davanti alle valvole di sicurezza
- Assenza di filtri magnetici per trattenere le impurità
- Utilizzo di tubazioni di diametro insufficiente
- Posizionamento errato dei sensori di ritorno
- Manca di isolamento termico sui tubi
Qual è il problema con le valvole montate su una valvola di sicurezza?
Inserire una valvola a sfera prima della valvola di sicurezza, al fine di facilitarne l'accesso, può risultare pericoloso se non si ricorda di aprirla. In questi casi, la valvola di sicurezza risulta bloccata e, in caso di aumento di pressione, non riesce a scaricare, compromettendo la caldaia e causando rotture strutturali.
Perché un filtro magnetico è essenziale in impianti in acciaio?
Gli impianti metallici vecchi tendono a produrre magnetite, che si deposita come fango nero. Senza un filtro magnetico, il sensore di flusso si intasa frequentemente, causando errori come il codice P5. Solo con un separatore magnetico il problema può essere definitivamente risolto.
Come influisce il diametro dei tubi sul funzionamento della caldaia?
Tubi troppo sottili, ad esempio da 1/2", non permettono il corretto flusso di acqua, soprattutto con caldaie elettriche moderne. Questo può provocare surriscaldamento ciclico dell’elemento riscaldante e interruzioni frequenti dovute a una temperatura di uscita eccessiva.
Qual è l'importanza della posizione del sensore di ritorno?
Se il sensore non è sufficientemente vicino alla caldaia o se il tratto di tubo non è isolato, la temperatura misurata potrebbe essere falsa, inducendo la caldaia a spegnersi prematuramente, anche se le condizioni reali sono normali.
Perché l'isolamento dei tubi è più critico con le caldaie elettriche?
Una caldaia elettrica consuma energia elettrica, quindi ogni watt perso attraverso tubi non isolati si traduce in un costo maggiore. Isolare correttamente i tubi è quindi una scelta essenziale per il risparmio energetico e per il corretto funzionamento del sistema.
Adattamento della caldaia THERM EL per il riscaldamento a pavimento
Limiti di temperatura dell’acqua in uscita
Per un corretto funzionamento del riscaldamento a pavimento, la temperatura dell’acqua in uscita non deve superare i 55 °C, come richiesto da quasi tutti i produttori di masselli e strati di finitura. La temperatura operativa tipica, invece, si aggira intorno ai 30–45 °C. La caldaia THERM EL senza miscelatore non consente di regolare l’uscita a 35 °C esatti, poiché la temperatura minima regolabile varia tra 30 e 45 °C, in base al modello, con passaggi predefiniti.
Soluzione per impianti esclusivamente a pavimento
Se l’impianto THERM EL è dedicato esclusivamente al riscaldamento a pavimento, senza radiatori, si può impostare la temperatura massima a 50 °C e controllare l’attivazione della caldaia tramite un termostato. Questa soluzione è adatta a superfici riscaldate fino a 80–100 m². Per aree più estese o per combinazioni con radiatori, invece, è necessario installare un miscelatore a tre vie con pompa secondaria.
Organizzazione idraulica e scelta dei materiali
I circuiti a pavimento richiedono un bilanciamento idraulico effettuato con valvole di regolazione sul collettore. La lunghezza massima di un circuito deve rimanere compresa tra 100 e 120 metri, in base al diametro del tubo. Circuiti più lunghi comportano perdite di pressione elevate e distribuzione non uniforme del flusso. I tubi più utilizzati sono in PE-RT o PEX, con diametro 16×2 o 20×2 mm e passo tra 10 e 20 cm.
Collegamento di un termostato esterno e unità di controllo
Quali morsetti sono disponibili per il controllo della caldaia Thermona THERM EL?
La caldaia Thermona THERM EL è dotata di morsetti specifici per il collegamento di un termostato ambiente (indicati con TA nel quadro elettrico, contatto senza tensione) e per l’unità di controllo esterno, come OpenTherm o regolatore climatico.
Qual è il vantaggio idraulico della regolazione climatica?
Utilizzare un regolatore climatico permette alla caldaia di regolare la temperatura dell’acqua in uscita in base a quella esterna. In condizioni di clima mite, l’acqua viene scaldata solo fino a 45–50 °C, riducendo le perdite di calore e aumentando la durata del sistema.
Perché è importante collegare elettricamente il termostato del piano a la pompa secondaria?
Collegando elettricamente il termostato del circuito a pavimento alla pompa secondaria, si garantisce che la pompa continui a funzionare per almeno 5 minuti dopo la chiusura del termostato. Questo evita le punte termiche nel collettore del pavimento causate da un arresto improvviso del flusso.
Controllo preventivo per un corretto funzionamento idraulico
Esempio pratico: impianto con più radiatori e circuito a pavimento
In un impianto con distribuzione a radiatori e un circuito a pavimento, è fondamentale verificare che siano rispettate alcune regole. Ad esempio, i tubi devono essere dimensionati in base al flusso minimo derivato dalla potenza dell’impianto. Ogni radiatore deve disporre di una valvola di sfiato, così come il punto più alto dell'impianto. Per il circuito a pavimento, è indispensabile un miscelatore termostatico che limiti la temperatura a massimo 55 °C.Elementi essenziali da verificare
- Tubi dimensionati in base alla potenza richiesta
- Filtro magnetico o a rete prima del collettore di ritorno
- Valvola di riempimento e svuotamento installata sul ritorno
- Vaso di espansione esterno se il volume supera 80 l
- Valvola di sicurezza con scarico diretto verso lo scarico
- Isolamento completo per tubi fuori dagli ambienti riscaldati
- Bypass per circuiti secondari
- Valvole di bilanciamento se la perdita di carico differisce del più del 20 %
- Controllo della qualità dell’acqua di riempimento (pH, durezza, cloruri)
Criteri di installazione e scelta del sistema di riscaldamento
Quando si progetta un sistema di riscaldamento con caldaia THERM EL, è fondamentale valutare con attenzione diverse variabili per garantire efficienza, sicurezza e lunga durata. Ecco alcuni criteri chiave da considerare.Criteri per il collegamento diretto al riscaldamento a pavimento
Per collegare THERM EL direttamente al circuito a pavimento senza utilizzare una valvola di miscelazione, è necessario verificare due condizioni fondamentali:
- L'area da riscaldare deve essere ristretta (max 60–80 m²);
- La temperatura massima della caldaia deve essere limitata a 50 °C.
Se si superano questi parametri o si utilizza un materiale sensibile (come legno o vinile), è obbligatorio installare un miscelatore termostatico. Senza, si rischia il surriscaldamento del massello e danni alle finiture.
Parametri per il riempimento del sistema
Per garantire un corretto riempimento del sistema, seguire questi criteri:
- Riempire con acqua fredda;
- Impostare una pressione uguale alla pressione predefinita del vaso di espansione + 0,2 bar;
- La pressione iniziale per il vaso integrato è 1,0 bar, quindi il valore corretto è 1,2 bar;
- Una volta raggiunti 70 °C, la pressione dovrebbe oscillare tra 1,6 e 2,4 bar;
- Se la pressione fredda è inferiore a 0,8 bar o superiore a 2,0 bar, è necessario correggerla.
Criteri per l'installazione del by-pass idraulico
Non è necessario un by-pass idraulico se il sistema è costituito esclusivamente da radiatori e caldaia THERM EL. La pompa integrata è sufficiente per il funzionamento di un impianto domestico semplice. Tuttavia:
- Un by-pass deve essere installato quando si aggiunge un circuito secondario (ad esempio, pavimento, TUV o accumulo);
- Questo permette di isolare idraulicamente le pompe e mantenere stabile la distribuzione del flusso.
Importanza del filtro impurità
Il filtro impurità è un componente essenziale per evitare problemi tecnici:
- In sistemi con tubazioni in acciaio, si accumulano magnetite e fango;
- Questi materiali possono ostruire sensore di flusso o pompa;
- La caldaia potrebbe generare un errore (E5, P5, ecc.) o spegnersi per surriscaldamento;
- Il filtro va installato al più presto, preferibilmente al momento dell'installazione.
Collegamento a un accumulatore TUV
Un accumulatore TUV è compatibile con THERM EL, ma richiede un'attenta pianificazione:
- Usare un by-pass idraulico o una valvola a tre vie con timer;
- La pompa del TUV deve essere isolata dal circuito principale;
- In alternativa, una valvola a tre vie permette di deviare il flusso verso l'accumulatore;
- Questo garantisce priorità al TUV e mantiene stabile il sistema.
Distacco massimo tra caldaia e collettore
Non esiste un limite fisso, ma alcune regole pratiche sono utili:
- Massimo 5–8 metri con tubi ben isolati;
- Ogni metro di tubo non compensato comporta perdite termiche;
- Se la caldaia è in un locale distante, considerare un by-pass direttamente sulla caldaia;
- Usare tubi con classe T2 (perdita < 10 W/m) per mantenere l'efficienza.
Consiglio pratico
Per evitare problemi futuri, seguire le indicazioni del costruttore, utilizzare solo componenti compatibili e verificare periodicamente la corretta pressione e la pulizia del sistema. L’installazione professionale è sempre raccomandata per garantire sicurezza e prestazioni ottimali.
Un sistema idraulico ben progettato assicura il corretto funzionamento della caldaia
Per ottenere il massimo dalle prestazioni della caldaia Thermona THERM EL, è essenziale seguire criteri di installazione precisi. L’utilizzo di tubazioni correttamente dimensionate, l’inserimento di un filtro obbligatorio prima del collettore di ritorno, una capacità di espansione adeguata e, in presenza di più circuiti, un by-pass idraulico rappresentano elementi irrinunciabili.
Spesso, infatti, le problematiche riscontrate non dipendono direttamente dalla caldaia, bensì da imprecisioni nel progetto idraulico. Quest’ultimo funziona come un riscaldatore intelligente con componentistica elettronica avanzata, ma la sua efficienza dipende in gran parte dall’accuratezza del sistema circostante.
Ha una domanda su questo argomento?
Se necessita di chiarimenti o deve affrontare una situazione particolare, non esiti a contattarci. La nostra equipe sarà felice di offrirLe un supporto personalizzato.
